Virna Lisi

Lisi Virna

  • Dicembre 18, 2014
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Virna Lisi, nome d’arte di Virna Pieralisi, nata ad Ancona l’8 Novembre del 1936, si trasferisce insieme alla famiglia a Roma, dove inizia a muovere i primi passi nel cinema ancora giovanissima e del tutto casualmente: il padre Ubaldo conosce Giacomo Rondinella, un cantante, il quale colpito dall’eccezionale figura della ragazza la presenta ad un produttore.

Catapultata in un ambiente che non era il suo, la timida Virna prende parte inizialmente a una mezza dozzina di film partenopei: da “E Napoli canta” a “Desiderio ‘e sole”, da “Piccola santa” a “Luna nuova”. Nel 1955 le sue quotazioni lievitano grazie ad un remake del celebre “Ore 9: lezione di chimica”, che lo stesso Mario Mattoli rivisita nelle “Diciottenni”.

Nel 1958, torna sul grande schermo su un set partenopeo, lavorando con Totò e Peppino De Filippo nella commedia “Totò, Peppino e le fanatiche”.

Un grande del teatro come Giorgio Strehler (e negli anni ’60 Strehler era già un’autorità del settore) la chiama per la parte di protagonista nei “Giacobini” di Federico Zardi, per il quale ottiene al Piccolo di Milano un lusinghiero successo.

A teatro lavora anche con Michelangelo Antonioni e Luigi Squarzina, mentre la sua immagine cinematografica cresce fino ad internazionalizzarsi nel “Tulipano nero” (1963), di Christian Jacque, con Alain Delon, ed “Eva” (1962) di Joseph Losey. Chiamata da Hollywood, si muove con disinvolta padronanza di commediante in “Come uccidere vostra moglie” (1965) di Richard Quine, a fianco di Jack Lemmon. Si tratta comunque di un’esperienza limitata, tesa a sfruttare esclusivamente le sue doti di bionda platinata, come confermato dai seguenti “U 112 – assalto al Queen Mary” (1965), con Frank Sinatra e “Due assi nella manica” (1966), con Tony Curtis.
Tornò così in Italia dopo aver stracciato il contratto con la Paramount, nonostante una grossa penale da pagare.
Nello stesso periodo, forse per quel motivo, rifiuta proprio la parte – pentendosi più avanti come ammetterà lei stessa – della Bond girl nel nuovo capitolo della saga di spionaggio, Agente 007, dalla Russia con amore (1963) con “l’agente segreto” Sean Connery. Al suo posto ci sarà un’altra attrice italiana, Daniela Bianchi. Il “grande rifiuto” non le porterà comunque sfortuna: nel 1965 Dino Risi la vorrà per il suo Le bambole (1965) e, quel ruolo, le aprirà nuove possibilità: le verranno infatti offerte sempre più parti in pellicole d’autore. Celebre è la sua Milena, la cassiera del bar di cui si innamorerà perdutamente il ragionier Bisigato, un altro nostro grande attore, Gastone Moschin. Il film è Signore & signori (1966) del maestro Pietro Germi, film che verrà premiato con la Palma d’oro al Festival di Cannes di quell’anno.

A Roma, all’inizio degli anni Settanta, alternerà ruoli più leggeri a interpretazioni drammatiche in diversi film girati in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna oltre a prendere parte a co-produzioni americane ed europee: Il segreto di Santa Vittoria con Anthony Quinn, Anna Magnani e Valentina Cortese (diretto da Stanley Kramer), La statua di Rodney Amateau dove recita a fianco di Terry Gilliam, Il serpente di Henri Verneuil insieme a Yul Brynner e Barbablù di Edward Dmytryk. Sarà il ruolo di Suor Evangelina – insieme a Franco Nero e alla bambina Missaela – nel film Zanna Bianca e Il ritorno di Zanna Bianca, entrambi diretti da Lucio Fulci, che le farà maturare la scelta di fermarsi, dedicandosi, come aveva voluto fin dall’inizio di carriera, al marito e soprattutto al figlio Corrado.

Nel 1980 ottiene un David di Donatello come migliore attrice protagonista per il ruolo di Wilma Malinverni ne La cicala di Alberto Lattuada: il ruolo è di quelli difficili che necessitano di una concentrazione e di una determinazione notevoli. Wilma è una donna matura, la sua carriera piena di successo come cnatnate è ormai in declino, e deve accettare ingaggi modesti. Per interprtarla, la Lisi dovrà ingrassare di quasi dieci chili. Gli anni Ottanta coincidono per lei con la grande, incessante espansione delle reti televisive, dove entrerà a far parte di svariati sceneggiati e telefilm Rai.

Il cinema, parallelamente, continua a darle soddisfazioni. È instancabile e produce una serie di film come Sapore di mare di Carlo Vanzina, che le fece ottenere il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior attrice non protagonista, mentre l’anno successivo è sul set di Amarsi un po’, sempre di Vanzina, poi arrivano i ruoli per …e la vita continua di Dino Risi (1984), Cristoforo Colombo di Alberto Lattuada (1985), Se un giorno busserai alla mia porta di Luigi Perelli (1986), Buon Natale… buon anno di Luigi Comencini, per cui viene candidata sia al David di Donatello sia al Nastro d’argento – vincendo quest’ultimo – Cinema di Luigi Magni (1988), E non se ne vogliono andare! di Giorgio Capitani (1988) e il seguito E se poi se ne vanno? sempre firmato da Giorgio Capitani (1989).
A 73 anni – è il 2009 – Virna Lisi ottiene il riconoscimento più prestigioso, da tempo atteso: il premio alla carriera ai David di Donatello. Poi, come se avesse ottenuto tutto ciò che aveva desiderato, rimarrà in silenzio per qualche anno. Solo nel 2014, dopo oltre un decennio di assenza dal grande schermo, è di nuovo impegnata con Cristina Comencini nella commedia Latin Lover. Sarà il suo ultimo grande ruolo al cinema, uscito il 19 marzo 2015.

Morì nel sonno il 18 dicembre 2014 a 78 anni, un mese dopo aver scoperto di avere un cancro ai polmoni.

Pier Paolo Pasolini

Pasolini Pier Paolo

  • Novembre 01, 2014
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Pierpaolo Pasolini nacque a Bologna il 5 marzo del 1922. Un anno di importanza storica per il nostro Paese, in quanto il 30 ottobre del 1922 Benito Mussolini prende il potere ed inizia il periodo noto come il ventennio fascista.

Figlio di un ufficiale di fanteria, Carlo Alberto Pasolini, e di una maestra elementare, Susanna Colussi, ebbe un’infanzia segnata da trasferimenti di città continui, per via del lavoro del padre.

Dopo avere frequentato il liceo, nel 1939 si iscrisse in Lettere all’università di Bologna.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale inizia un periodo socialmente complesso che si ripercuote anche sulla vita di Pasolini, il quale l’8 settembre del 1943, con la firma dell’armistizio da parte del generale Badoglio, scappa dal servizio di leva e ritorna a Casarsa, dalla madre.

Nella primavera del 1945 apprese la notizia della morte del fratello Guido, più giovane di lui di tre anni.

Trova la forza per concludere il suo corso di studi universitari nonostante la complessità del momento e, subito dopo l’estate del 1945, si laurea presentando la tesi con il titolo di “Antologia della lirica pascoliniana (introduzione e commenti)”. Subito dopo, nel 1947, inizia la collaborazione con il settimanale del Pci “Lotta e lavoro”. Successivamente fu espulso dal Pci a seguito di un coinvolgimento giudiziario che lo vide protagonista, perse anche il lavoro di insegnante. Questa fu la spinta che lo portò ad allontanarsi dalla sua Casarsa ed andare a vivere a Roma con la madre. I primi anni nella capitale sono molto complessi a causa della proiezione in una realtà totalmente nuova e inedita rispetto alla vita che aveva condotto sino a quel momento.

Fra le sue maggiori produzioni si ricordano il romanzo di successo “Ragazzi di vita”, pubblicato da Garzanti nel 1955; “Accattone”, il film che realizzò nel 1961 e che venne vietato ai minori di diciotto anni, facendo scoppiare polemiche alla XXII Mostra del Cinema di Venezia; Nel 1962 esce il quarto episodio del film RoGoPaG, per il quale si aprirà un procedimento giudiziario per vilipendio alla religione di Stato; nel 1964 dirige “Il vangelo secondo Matteo”; nel 1965, invece, esce “Uccellacci e Uccellini”, per poi dirigere, nel 1967, “Edipo re”; il 1968 è la volta di “Teorema”, mentre nel 1969 di “Porcile”; nel 1970 “Medea”; seguirono “Il Decameron”; “I racconti di Canterbury; “Il fiore delle mille e una notte” e “Salò o le 120 giornate di Sodoma”

Pasolini venne trovato morto la mattina del 2 novembre del 1975 all’Idroscalo di Ostia, sul litorale romano. Il corpo martoriato venne notato da una donna che avvisò immediatamente la polizia. Nelle ore successive venne arrestato un ragazzo che confesso l’omicidio causato da un approccio sessuale non voluto dal ragazzo e dalla reazione violenta che avrebbe avuto Pasolini , ma durante il procedimento emersero dei dettagli inquietanti mai totalmente risolti.


Charlie Chaplin

Chaplin Charlie

  • Aprile 15, 2010
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Charles Spencer Chaplin nasce il 16 aprile 1889, a Londra, nella tipica periferia suburbana. Il padre era guitto del musuc-hall detito al bere mentre la madre, mediocre cantante, in perenne difficoltà nel trovare lavoro, affida Charles e Sidney (fratello di quattro anni più vecchio) ad un orfanotrofio dove restano due anni.

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