Giuseppe Cassieri

Giuseppe Cassieri

  • September 22, 2025
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Giuseppe Cassieri (Rodi Garganico, 1926 – Roma, 2008) è stato uno degli autori più scomodi e lucidi del secondo Novecento italiano. Cresciuto tra collegi e studi classici, si laurea a Firenze con una tesi su Giambattista Vico. Fin dall’esordio con Aria cupa (1952) il suo percorso è segnato da polemiche: il romanzo viene processato per diffamazione, ma ottiene il sostegno di scrittori come Elio Vittorini e Vasco Pratolini.

Cassieri si muove tra narrativa, teatro, televisione e giornalismo culturale, mantenendo sempre uno sguardo critico e indipendente. Nei suoi romanzi – tra cui Dove abita il prossimo (Premio Veillon), I delfini sulle tombe (Premio Salento), La cocuzza – alterna ironia e denuncia sociale, mettendo in luce le contraddizioni del suo tempo. Con la rubrica Kulturmarket attacca senza mezzi termini le ipocrisie del sistema culturale italiano.

Fu viaggiatore curioso e attento osservatore della realtà internazionale: dai Balcani agli Stati Uniti, dalla Spagna franchista alla Turchia, raccontò le tensioni di società in trasformazione. Ostile ai salotti letterari e restio a entrare nelle logiche dei premi, rimase fino all’ultimo un outsider. La sua voce, corrosiva e mai accomodante, resta una testimonianza di come la letteratura possa ancora essere strumento di critica e non semplice intrattenimento.

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Italo Calvino

Italo Calvino

  • September 15, 2025
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Italo Calvino nacque il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, nei pressi de L’Avana, a Cuba, da genitori liguri impegnati in attività agricole e scientifiche. La famiglia tornò presto in Italia e si stabilì a Sanremo, città dove Calvino crebbe e compì gli studi. Durante la Seconda guerra mondiale interruppe l’università per unirsi alle formazioni partigiane in Liguria, esperienza che segnerà profondamente la sua prima produzione narrativa.

Il debutto letterario avvenne nel 1947 con il romanzo Il sentiero dei nidi di ragno, pubblicato da Einaudi, che raccontava la Resistenza attraverso lo sguardo di un bambino. Con questo libro Calvino si impose subito come una delle voci più originali della nuova narrativa italiana del dopoguerra. Seguirono raccolte di racconti come Ultimo viene il corvo (1949) e opere che mescolavano allegoria e sperimentazione, tra cui la trilogia degli Antenati (Il visconte dimezzato, 1952; Il barone rampante, 1957; Il cavaliere inesistente, 1959).

Nel 1957 abbandonò il Partito Comunista Italiano, prendendo le distanze dalla linea sovietica, ma mantenendo un forte impegno civile e intellettuale. Negli anni Sessanta sviluppò una scrittura più sperimentale, attenta alle trasformazioni del linguaggio e della società: nacquero così Marcovaldo ovvero Le stagioni in città (1963) e Le cosmicomiche (1965).

Il 1979 segnò un riconoscimento importante: Calvino vinse il Premio Strega con Se una notte d’inverno un viaggiatore, romanzo che riflette sul senso stesso del leggere e dello scrivere, divenuto uno dei suoi libri più celebri a livello internazionale. Negli anni successivi pubblicò raccolte di saggi e testi teorici fondamentali, come Lezioni americane, le sei conferenze pensate per Harvard, di cui cinque furono completate prima della sua morte.

Italo Calvino morì il 19 settembre 1985 a Siena, a 61 anni, lasciando un’eredità letteraria vastissima. Scrittore di straordinaria lucidità, capace di coniugare leggerezza e rigore, invenzione fantastica e analisi del reale, Calvino resta una delle figure più influenti della letteratura del Novecento, capace di parlare con voce sempre attuale alla modernità.

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Mister OK

Mister Ok

  • September 13, 2025
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Roma e il Tevere: un rapporto complesso, fatto di ammirazione e diffidenza, di scorci da cartolina e acque spesso proibite. Eppure, per decenni, il fiume è stato palcoscenico di una tradizione che ha unito coraggio, folklore e spettacolo popolare. Protagonista: Mister Ok, al secolo Rick De Sonay, bagnino belga naturalizzato romano che nel 1946 decise di inaugurare l’anno nuovo tuffandosi dal Ponte Cavour.

Il gesto, compiuto in pieno inverno, con l’acqua gelida e tutt’altro che limpida, sembrava una follia. Ma De Sonay, con il suo fisico asciutto e il sorriso sfrontato, ne fece un rito annuale. La mattina di Capodanno, centinaia di romani accorrevano sulle sponde per assistere al volo dell’uomo in costume scuro, che si lanciava tra cori di incitamento. Il soprannome “Mister Ok” nasceva dalla sua abitudine di rispondere con un semplice “OK!” a chi lo provocava o lo metteva alla prova.

Negli anni ’50 e ’60 il tuffo divenne leggenda urbana, immortalata da fotografie in bianco e nero che oggi raccontano non solo un uomo, ma un’epoca in cui Roma viveva il fiume con meno timori. L’impresa era sempre la stessa, ma ogni anno sembrava nuova, capace di richiamare curiosi, turisti, fotografi.

Con il tempo Mister Ok si ritirò, ma la tradizione non si è spenta. Altri tuffatori hanno raccolto il testimone, tra cui Maurizio Palmulli, bagnino di Castel Fusano, che per oltre trent’anni ha rinnovato il gesto dal medesimo ponte, mantenendo viva la memoria del suo predecessore.

Oggi il tuffo di Capodanno nel Tevere sopravvive più come simbolo che come sfida sportiva. In un fiume che ancora non è balneabile, quell’impresa conserva un valore quasi poetico: la capacità di legare una città al suo corso d’acqua con un atto di audacia e ironia.

Roma, quando sogna il ritorno al bagno nel Tevere, non può che ricordare lui, Mister Ok: l’uomo che per primo trasformò un salto nel fiume in un rituale collettivo e indelebile.

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Kim Novak

Kim Novak

  • August 21, 2025
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Kim Novak, nata a Chicago il 13 febbraio 1933 con il nome di Marilyn Pauline Novak, è una delle attrici simbolo del cinema americano degli anni Cinquanta e Sessanta. La sua bellezza magnetica e la sua recitazione intensa le valsero un posto tra le star di Hollywood, ma la sua carriera fu breve e segnata da una decisione coraggiosa: abbandonare il sistema delle grandi major per cercare una vita più autentica e libera.

Dopo gli studi artistici a Chicago, Novak viene notata dalla Columbia Pictures, che la trasforma rapidamente in protagonista di numerosi successi. Tra i film che la consacrarono al pubblico figurano Picnic (1955), The Man with the Golden Arm (1955) con Frank Sinatra, e Pal Joey (1957). Ma il ruolo che la rese immortale fu quello del doppio personaggio Judy/Madeleine in Vertigo (1958) di Alfred Hitchcock, oggi considerato uno dei capolavori assoluti della storia del cinema.

Negli anni successivi recitò in pellicole come Bell, Book and Candle (1958) e Strangers When We Meet (1960), imponendosi come volto femminile di riferimento di un’epoca. Tuttavia, mal sopportando le pressioni dell’industria cinematografica e la costruzione artificiale della sua immagine, Novak decise di allontanarsi gradualmente dalle scene, con sporadici ritorni sullo schermo negli anni Ottanta, fino all’addio definitivo dopo il film Liebestraum (1991).

Ritiratasi a vita privata, ha scelto di dedicarsi alla pittura, coltivando la sua passione per l’arte in una casa immersa nella natura, lontana dai riflettori. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui due Golden Globe e l’Orso d’Oro alla carriera. Nel 2025 la Mostra del Cinema di Venezia le ha assegnato il Leone d’Oro alla carriera, omaggiando una donna che ha saputo trasformare la sua immagine di diva in un simbolo di libertà artistica e personale.

Oggi Kim Novak, a più di novant’anni, è ricordata come una delle attrici più affascinanti e misteriose di Hollywood: una stella che ha scelto di brillare a modo suo, senza mai piegarsi alle regole dell’industria.

Pippo Baudo

Pippo Baudo

  • August 19, 2025
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Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, noto a tutti come Pippo Baudo, è stato una delle figure più amate e influenti della televisione italiana. Nato il 7 giugno 1936 a Militello in Val di Catania, è scomparso a Roma il 16 agosto 2025, all’età di 89 anni. Laureato in giurisprudenza all’Università di Catania, decise presto di seguire la strada dello spettacolo, iniziando come pianista e cantante, per poi diventare uno dei volti più popolari della RAI.

Il suo debutto televisivo risale al 1959, ma il vero successo arrivò con il varietà musicale Settevoci nel 1966. Da allora, Pippo Baudo divenne protagonista assoluto del piccolo schermo, conducendo programmi di punta come Canzonissima, Fantastico, Domenica In, Luna Park e Novecento. Rimane imbattuto il suo record al Festival di Sanremo, che ha presentato ben tredici volte, spesso anche in veste di direttore artistico.

Oltre alla sua lunga carriera da conduttore, Baudo fu anche un instancabile talent scout. Grazie al suo intuito e alla sua sensibilità, portò alla ribalta artisti destinati a lasciare un segno indelebile nella musica italiana e internazionale, da Mina e Adriano Celentano a Lucio Battisti, Laura Pausini, Giorgia e Andrea Bocelli.

Baudo rimase per decenni simbolo indiscusso della televisione pubblica italiana, con una breve parentesi a Mediaset. Dal 2000 al 2007 fu anche direttore artistico e presidente del Teatro Stabile di Catania.

La sua vita privata fu spesso oggetto di curiosità: due matrimoni, con Angela Lippi e successivamente con il soprano Katia Ricciarelli, e due figli, tra cui Alessandro, riconosciuto solo in età adulta. Alla sua morte, il mondo dello spettacolo gli ha reso un tributo unanime, ricordandolo come un maestro di eleganza, professionalità e passione.

Con il suo carisma, la sua capacità di intrattenere e la sua voce inconfondibile, Pippo Baudo ha lasciato un’eredità indelebile: un pezzo fondamentale della storia della televisione italiana.

Alcide De Gasperi

Alcide De Gasperi

  • August 18, 2024
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Alcide De Gasperi (1881-1954) è stato un importante politico e statista italiano, considerato uno dei padri fondatori della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea. Nato a Pieve Tesino, nel Trentino allora parte dell’Impero Austro-Ungarico, si formò in un ambiente multiculturale che influenzò la sua visione politica. Studiò lettere e filosofia all’Università di Vienna e iniziò la sua carriera politica come deputato del Parlamento austriaco per il Partito Popolare Trentino.

Dopo la Prima Guerra Mondiale e l’annessione del Trentino all’Italia, De Gasperi si unì al Partito Popolare Italiano di Don Luigi Sturzo, diventando deputato nel 1921. Durante il regime fascista, subì persecuzioni e fu imprigionato, ma continuò a lavorare in ambito cattolico. Nel 1943, fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana (DC), il partito che avrebbe guidato l’Italia nella ricostruzione post-bellica.

Divenne Presidente del Consiglio nel 1945 e rimase in carica fino al 1953, guidando otto governi consecutivi. Sotto la sua leadership, l’Italia fu uno dei membri fondatori della NATO e della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, preludio all’Unione Europea. De Gasperi fu anche un fermo sostenitore della collaborazione atlantica e delle riforme economiche che portarono alla ripresa del paese dopo la devastazione della guerra.

Morì nel 1954, lasciando un’eredità politica e morale che influenzò profondamente il corso della storia italiana ed europea. La sua visione di un’Europa unita e pacifica rimane un pilastro del progetto europeo.

Mike Bongiorno

Bongiorno Mike

  • May 20, 2024
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Nato il 26 maggio 1924 a New York da genitori italo-americani, Michael Nicholas Salvatore Bongiorno è stato uno dei volti più iconici della televisione italiana. Giovanissimo, si trasferisce a Torino, dove completa gli studi e si trova a vivere gli orrori della Seconda guerra mondiale, unendosi alle formazioni partigiane in montagna.

Arrestato dai nazisti, trascorre mesi nei campi di concentramento tedeschi, un’esperienza che segnerà profondamente la sua vita. Dopo la guerra, si stabilisce definitivamente in Italia e nel 1953 fa il suo ingresso nel mondo della televisione con il programma “Arrivi e Partenze”, inaugurando così una carriera straordinaria.

Il suo grande successo arriva con “Lascia o Raddoppia?”, il primo grande quiz show della televisione italiana, seguito da una serie di programmi di grande successo tra cui “Rischiatutto” e “La Ruota della Fortuna”. Bongiorno è stato anche una presenza costante al Festival di Sanremo, conducendone undici edizioni.

Oltre alla televisione, ha recitato in diversi film interpretando se stesso e ha avuto un ruolo significativo nella promozione della TV privata in Italia insieme a Silvio Berlusconi.

La sua carriera è stata coronata da numerosi riconoscimenti, tra cui l’onorificenza di “Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica”. Il suo improvviso decesso nel 2009 ha lasciato un vuoto nel mondo dello spettacolo italiano.

Oltre alla sua indimenticabile carriera televisiva, Bongiorno è stato protagonista di un avvenimento drammatico dopo la sua morte, quando la sua salma è stata trafugata dal cimitero di Dagnente. Dopo mesi di indagini, è stata ritrovata e successivamente cremata, con le ceneri disperse nelle valli del Cervino.

Il suo ricordo è stato onorato anche con l’inaugurazione di Via Mike Bongiorno a Milano nel 2015, un tributo alla sua indimenticabile eredità nella televisione italiana.

Luigi Einaudi

Luigi Einaudi

  • March 24, 2024
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Luigi Einaudi, secondo presidente della Repubblica italiana, rimane figura di spicco nella politica, nell’economia e nella cultura italiana del XX secolo. Nato il 24 marzo 1874 a Carrù, in provincia di Cuneo, in una famiglia di origini piemontesi, Einaudi ha lasciato un’impronta significativa nella storia italiana come economista, giornalista, accademico e, soprattutto, come presidente della Repubblica Italiana dal 1948 al 1955.

La sua formazione accademica è stata eccezionale. Dopo essersi laureato in legge all’Università di Torino, ha proseguito gli studi in economia politica presso l’Università di Pavia e l’Università di Bologna, dove ha ottenuto una laurea honoris causa. La sua carriera accademica lo ha visto in vari ruoli, tra cui professore ordinario di economia politica e statistica a Torino e direttore della Scuola Superiore di Scienze Economiche e Commerciali di Venezia.

Tuttavia, è stato il suo impegno nella politica che lo ha reso una figura di rilievo. Membro del Partito Liberale Italiano, Einaudi ha servito come deputato dal 1919 al 1921 e come senatore dal 1948 al 1955. Durante il suo mandato parlamentare, ha ricoperto ruoli importanti, incluso quello di Ministro delle Finanze nel governo di Ivanoe Bonomi nel 1944.

Ma è stato il suo ruolo come Presidente della Repubblica Italiana che lo ha portato alla ribalta nazionale e internazionale. Einaudi è stato il secondo presidente della Repubblica italiana nel 1948, succedendo a Enrico De Nicola. Il suo mandato è stato caratterizzato da un periodo di profondo cambiamento politico ed economico per l’Italia, in un’epoca segnata dalla ricostruzione post-bellica, dall’ascesa del bipolarismo politico e dalla Guerra Fredda.

Come presidente, Einaudi ha incarnato l’idea di una repubblica parlamentare e democratica, lavorando per rafforzare le istituzioni democratiche e per garantire la stabilità politica e economica del paese. Durante il suo mandato, ha svolto un ruolo importante nel consolidamento della democrazia italiana e nel promuovere l’integrazione europea, sostenendo la nascita della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), precursore dell’Unione Europea.

La sua presidenza è stata caratterizzata da un forte impegno per la giustizia sociale e l’equità economica, con particolare attenzione alla lotta contro la povertà e alla promozione dello sviluppo economico. Ha anche svolto un ruolo cruciale nel mantenere l’Italia neutrale durante la Guerra di Corea, rafforzando così la sua reputazione internazionale come mediatore e diplomatico.

Dopo il termine del suo mandato presidenziale nel 1955, Einaudi ha continuato a essere attivo nel campo dell’economia e della cultura italiana. Ha fondato e diretto la rivista “Il Mulino”, una delle più autorevoli pubblicazioni accademiche italiane nel campo delle scienze sociali ed economiche. Ha anche continuato a scrivere e a pubblicare opere di economia politica e storia economica, consolidando ulteriormente il suo status di intellettuale di rilievo.

Luigi Einaudi è deceduto il 30 ottobre 1961 a Roma, lasciando un’eredità duratura come economista, politico, intellettuale e statista. La sua leadership durante un periodo cruciale della storia italiana ha contribuito a plasmare il destino del paese e ha ispirato generazioni successive di leader e pensatori. La sua vita e il suo lavoro rimangono un esempio di impegno per la democrazia, la giustizia sociale e l’integrazione europea.

mostra aldo moro

Aldo Moro, Memoria Politica Democrazia

  • March 16, 2024
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Aldo Moro. Memoria, politica, democrazia, questo il titolo della mostra fotografica realizzata da Archivio Riccardi nel quarantennale del martirio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta.

La mostra fotografica ripercorre la vita politica del presidente della Dc ucciso dalle Brigate rosse attraverso le foto di Carlo Riccardi, decano dei fotoreporter romani scomparso nel 2022.

Il racconto fotografico è arricchito dalle immagini di Maurizio Riccardi, figlio di Carlo, e di Maurizio Piccirilli autore delle foto del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani. Con i tre importanti fotografi ha collaborato, Giovanni Currado, giornalista e fotografo che ha coordinato la ricerca iconografica, il restauro delle immagini e raccolta di impressioni, commenti e contributi da parte di personaggi del mondo politico, culturale e giornalistico che completeranno il catalogo della mostra.

“Nel 1978 sono bastate due Polaroid a cancellare la vita di un personaggio, – dichiarano gli autori – non di secondo piano, come Aldo Moro, il quale, con l’aiuto dei media, ha subìto così un secondo omicidio”.

Poter visionare centinaia di fotografie che ritraggono Moro nel corso del suo impegno politico e in molti casi analizzarne i particolari per via del restauro, ha fatto crescere la consapevolezza che la riscoperta di Aldo Moro, ovvero la riscoperta della sua vitalità, attraverso le immagini che lo vedono combattivo e sorridente, concentrato o impacciato, possa servire per ricordare l’uomo e non la vittima, per ricordare quello che era riuscito ad ottenere, mostrando alle future classi dirigenti che la soluzione a molti dei problemi passa dal semplice confronto e dal dialogo con l’avversario politico.

La mostra si completa con un video che ripercorre le strade di Roma protagoniste di quei tragici 55 giorni, nonché le testimonianze di magistrati, carabinieri, poliziotti e giornalisti che vissero quegli eventi.

La mostra vuole quindi mettere l’accento sulla figura di Moro nella sua interezza, senza trascurare il suo sacrificio, ma per separare i suoi insegnamenti da quelle due Polaroid delle BR che purtroppo lo identificano, in modo quasi esclusivo, dai testi scolastici alle più recenti ricerche sul web.

La mostra esposta in diverse importanti location in tutta Italia, è stata allestita anche presso la Camera dei deputati nel quarantennale della morte di Aldo Moro.

QUI IL PDF DELLA MOSTRA

Premio Fregene 1999

Premio Fregene

  • January 31, 2024
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Il Premio Fregene, istituito nel 1979 da Gino Pallotta, era un riconoscimento letterario italiano che annualmente onorava personalità, italiane e straniere, per il loro contributo nei campi letterario, artistico, scientifico e professionale, influenzando la crescita sociale con riflessioni su attualità e storia. Organizzate d’estate a Fregene, nel comune di Fiumicino, le premiazioni hanno caratterizzato l’evento fino alla sua ultima edizione nel 2014. Il premio si è distinto nel panorama dei riconoscimenti culturali, unendo tradizione e modernità, promuovendo un impegno indipendente e una cultura libera da vincoli politici. Con la sua chiusura, il Premio Fregene ha lasciato un segno significativo nella storia dei premi letterari italiani.

Di seguito alcuni scatti dell’edizione 1999, realizzati da Carlo e Maurizio Riccardi, conservati nell’archivio Riccardi.