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Il giudizio universale

Il giudizio universale – di Vittorio De Sica

  • Novembre 02, 2012
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  • Archivio Riccardi

Il Giudizio Universale è un film del 1961 diretto da Vittorio De Sica e sceneggiato da Cesare Zavattini, duo riunito dal produttore Dino De Laurentis per replicare il successo de “La Ciociara” ma sfruttando una trama completamente differente: quella dell’annuncio del Giudizio Universale lanciato da una voce stentorea e minacciosa che svela che il giudizio finale avrà luogo a partire dalle ore 18:00. 

Lo spunto di De Sica-Zavattini appare piuttosto semplice, ma al contempo ricco di possibilità narrative: Dio che annuncia agli uomini, partendo proprio da Napoli, il suo temuto verdetto sull’umanità. Inizialmente la notizia è accolta con indifferenza dagli abitanti della città e  solo in seguito, grazie all’insistenza della voce ultraterrena, diviene loro chiaro l’ineluttabile fine che li aspetta. Soltanto successivamente all’aggravarsi della minaccia gli uomini reagiscono con preoccupazione, rabbia, paura, desiderio di vivere o concedendosi le ultime gioie. Il duo De Sica – Zavattini cerca quindi di dipingere un eterogeneo quanto bizzarro e complesso arazzo di umanità, intessendolo delle storie più diverse e disparate. 

Tuttavia, Il Giudizio Universale, sebbene abbia alla regia e alla sceneggiatura due tra i più apprezzati e abili professionisti, non riesce a decollare: questo nonostante il cast stellare, in cui vi sono: Alberto Sordi, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Paolo Stoppa, Fernandel, Renato Rascel, Silvana Mangano, Anouk Aimee, Jack Palance, Ernest Borgnine, Lino Ventura, per citarne solo una buona parte, più i veloci camei di Domenico Modugno e Mike Bongiorno nella parte di se stessi.

La trama si frammenta in una serie di scenari e storie intrecciate fra loro: la preparazione del gran ballo del Duca a cui tutta Napoli è invitata, la lotta per procurarsi vestiti all’altezza nei rioni più poveri, ricchi annoiati che si corteggiano, un marito che scopre casualmente la moglie con l’amante, un cinico figuro che sbarca il lunario vendendo bambini in America, un giovanotto della buona società fatto oggetto di sberleffi dal popolino feroce, l’improbabile difesa di un maneggione da parte di un verboso avvocato (lo stesso De Sica), e l’impatto sempre più scardinante della voce misteriosa su questa varia umanità.

Particolarmente credibile e di buon livello l’interpretazione di Sordi, nei panni del mercante di bambini che li acquista in Italia per poi rivenderli in America: l’attore romano riesce molto bene a rendere il proprio personaggio, fornendolo di una sua “etica professionale”. Anche Gassman riesce a insieme a Rascel a salvare il proprio episodio; tuttavia il resto del cast, sebbene celebre e avvezzo alla macchina da presa non riesce forse ad esplicare al meglio quanto regia e sceneggiatura avevano previsto di ottenere.

Un film che finisce per apparire disordinato anche per l’affastellamento di volti noti, talmente tanti che molti sono “fisicamente” costretti dal metraggio della pellicola a dei semplici cameo, come Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che si vedono per appena cinque minuti. All’orario annunciato, la città viene quindi sferzata da un tremendo diluvio dopo di che, con grande solennità, il Giudizio comincia, per poi concludersi improvvisamente e senza alcuna spiegazione fornita o intuibile. Tornato il sole, la gente si precipita al ballo del Duca e ben presto tutto viene dimenticato, al suono di una ironica “Ninna nanna”, coniata poco prima da un ipocrita e falso schiavista.

Il Giudizio Universale, risulta così in alcuni tratti della trama farraginoso e raffazzonato, senza contare che paradossalmente, la Napoli ritratta da De Sica e da Zavattini vede solo la collaborazione di caratteristi napoletani di contorno, mentre il resto del cast è internazionale. Una delle molte pecche di un film partito con grandi presupposti da commedia surrealista, ma che si è poi trasformata in una pellicola incompleta e caotica.


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