Anna Maria Ferrero

Ferrero Anna Maria

  • 11 Aprile, 2014
  • Nessun commento
  • Redazione Archivioriccardi

Anna Maria Ferrero, nome d’arte di Anna Maria Guerra, nasce nel 1934 a Roma, sin da piccola manifesta un grande interesse per il cinema. 

Anna Maria Ferrero, nome d’arte di Anna Maria Guerra, nasce nel 1934 a Roma, sin da piccola manifesta un grande interesse per il cinema.
Risale al 1952 il suo primo film da protagonista, si tratta di “Le due verità” di Antonio Leonviola, in cui interpreta un doppio ruolo, prima da orfanella e poi da vera approfittatrice. 

Sempre nel 1952 viene diretta da Eduardo De Filippo in una commedia “Ragazze da marito”.  Il 1954 si rivelerà un grande anno per Anna Maria, durante il quale instaurerà uno stretto rapporto di amicizia e lavorativo con Carlo Lizzani, attraverso il film “Cronache di poveri amanti”. 
Nel 1953 entra a far parte della compagnia teatrale di Vittorio Gassman, che sarà suo compagno per quasi sette anni. 
Nel 1959 interpreta “La notte brava” di Mauro Bolognini, con la sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini e “L’Impiegato” diretta da Giacomo Puccini, mentre nel 1960 interpreta da protagonista “Il Mattatore” di Dino Risi. 

Continua il suo sodalizio con Carlo Lizzani che la chiama per una parte da protagonista ne “Il Gobbo”, che sarà trasmesso dalla RAI per la prima volta solo nel 1975, con la raccomandazione ad un pubblico adulto per la crudezza del soggetto e la sequenza in cui Anna Maria è vista di schiena.
Dopo il matrimonio con il collega Jean Sorel, con cui gira nel 1963 “Un marito in condominio”, Anna Maria decide di abbandonare il lavoro da attrice, prendendo parte a Controsesso (1964) di Franco Rossi, Marco Ferreri e Renato Castellani, in un episodio diretto da Franco Rossi: Cocaina di Domenica.


Anna Magnani

Magnani Anna

  • 21 Aprile, 2010
  • Nessun commento
  • Redazione Archivioriccardi

Antidiva per eccellenza, Anna Magnani è stata una figura chiave del neorealismo italiano, interpretando con stile inimitabile il personaggio della popolana focosa e sboccata, ma allo stesso tempo sensibile e generosa, incarnazione dei valori genuini di un’Italia minore.

I personaggi caratterizzati dal suo temperamento focoso e passionale, ma capaci anche di toccanti e imprevedibili dolcezze, le si addicevano in modo perfetto. Anna Magnani è ricordata per quella sua inarrivabile e passionale carica umana, che talvolta sfociava in sanguigne manifestazioni di rabbia o di affetto, e che la distinguevano, oltre come inarrivabile interprete, come donna forte e sensibile, anche se profondamente tormentata.

Diviene ben presto uno dei nomi più richiesti del teatro leggero italiano. Lavora con Vittorio De Sica e con Totò, con il quale recita in numerose riviste, come “Quando meno te l’aspetti” (1940) e “Volumineide” (1942), entrambi di Michele Galdieri. In cinema si rivela nel film “Teresa Venerdì” (1941), di Vittorio De Sica, dove interpreta una bizzarra canzonettista. In seguito interpreterà alcune commedie leggere (“Campo de’ Fiori”, 1943; “L’ultima carrozzella”, 1944; “Quartetto pazzo”, 1945), fino a quando arriva la sua completa rivelazione nel film neorealista “Roma città aperta” (1945) di Roberto Rossellini, con il quale avrà una burrascosa ma intensa relazione amorosa.

Il 1955 è l’anno in cui Anna Magnani vince addirittura il premio Oscar per la sua interpretazione nel film di Daniel Mann, “La rosa tatuata” (The Rose Tatoo, 1955), con Burt Lancaster, tratto dal romanzo di Tennessee Williams. In seguito sarà interprete di pellicole di media-alta qualità, come “Suor Letizia” (1956), “Nella città dell’inferno” (1958) e “Risate di gioia” (1960), il primo e unico film che la vede accanto al suo vecchio compagno di palcoscenico Totò.

Nel 1962 la Magnani prende parte al film “Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini, un film poco riuscito, che la costringe entro i termini di una trasognata e brechtiana rappresentazione da guitto esasperato. Gli anni ’60 non le offrono quindi molto a livello cinematografico, così Anna Magnani si rituffa nel teatro, interpretando “La lupa” di Verga, diretta da Franco Zeffirelli, e “Medea” di Anhouil, diretta da Giancarlo Menotti, che la vedono trionfare su tutti i più grandi palcoscenici d’Europa.

L’attrice romana aveva avuto un figlio dall’attore Massimo Serato. Il ragazzo era stato colpito dalla poliomielite, e la madre aveva dedicato il resto della sua vita ad occuparsi di lui. La grande Anna Magnani muore di cancro a Roma il 26 settembre 1973, all’età di sessantacinque anni, assistita fino all’ultimo dall’adorato figlio Luca.