Dario Fo

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Dario Fo nasce a San Giano, un paesino della provincia di Varese e scopre in fretta la vocazione per teatro e la satira:comincia così la fortunata e lunga carriera che porterà, tra successi e censure, le sue opere ad essere rappresentate in tutto il mondo e a ricevere nel 1997 il premio Nobel per la Letteratura. 

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Luchino Visconti

Nato a Milano il 2 novembre 1906, Luchino Visconti di Modrone, quarto dei sette figli del duca Giuseppe Visconti di Modrone e di Carla Erba, proprietaria della più grande casa farmaceutica italiana dell’epoca, è discendente di Francesco Bernardino Visconti, al quale, secondo alcuni, Alessandro Manzoni si sarebbe ispirato per la figura dell'Innominato ne I promessi sposi. Fa il servizio militare come sottufficiale di cavalleria a Pinerolo e vive gli anni della sua gioventù nell'agio di una delle più importanti famiglie d'Europa.

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Nino Taranto

Nino Taranto nasce a Napoli il 28 agosto 1907.

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Adolfo Celi

Adolfo Celi nasce a Messina il 27 luglio 1922.

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Raf Vallone

Nato a Tropea (VV) il 17 febbraio 1916, si trasferisce con i genitori a Torino nel ’24, frequenta il Liceo Classico “Cavour” e si laurea in Lettere e in Giurisprudenza nel ‘39 (fra i suoi docenti universitari troviamo figure del calibro di Leone Ginzburg e del futuro primo Presidente della Repubblica Luigi Einaudi).

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Fred Buscaglione: alle prime luci dell’alba

Ferdinando (“Fred”) Buscaglione nasce a Torino il 23 novembre 1921 da famiglia originaria del biellese.

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Marisa Del Frate

Marisa Del Frate è nata a Roma l’11 marzo 1931 e si è distinta negli anni cinquanta e sessanta come cantante, attrice e showgirl.

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Sandro Pertini

Sandro Pertini, il Presidente della Repubblica più amato della storia d'Italia, è stato l'uomo che più di tutti ha incarnato il ruolo e il senso di quella Repubblica che lui aveva contribuito a costruire, con le lotte partigiane prima e l'impegno politico dopo.

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George Orson Welles

George Orson Welles, nato a Kenosha il 6 maggio 1915, nello Stato americano del Wisconsin, è stato un famoso attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.

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Anita Ekberg

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Nata a Malmò, in Svezia, il 29 settembre 1931, Kerstin Anita Marianne Ekberg inizia la sua carriera negli anni 50' quando, dopo aver vinto il titolo di Miss Svezia, si trasferisce negli Stati Uniti dove il produttore Howard Hughes la introduce nel mondo del cinema.

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Virna Lisi

Virna Lisi, nome d'arte di Virna Pieralisi, nata ad Ancona l'8 Novembre del 1936, si trasferisce insieme alla famiglia a Roma, dove inizia a muovere i primi passi nel cinema ancora giovanissima e del tutto casualmente: il padre Ubaldo conosce Giacomo Rondinella, un cantante, il quale colpito dall'eccezionale figura della ragazza la presenta ad un produttore.

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Gianni Morandi

Gianni Morandi nasce l'11 dicembre 1944 in un paese dell'appennino tosco-emiliano, Monghidoro, in una famiglia di modeste condizioni economiche; il padre, Renato, è un ciabattino mentre la mamma, Clara, è casalinga.

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Vittorio De Sica

Vittorio De SicaNasce a Sora il 7 luglio 1901 da una famiglia della piccola borghesia, ma trascorre gli anni della fanciullezza a Napoli, dove si diletta di recitazione sin da giovanissimo.

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Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini

Pierpaolo Pasolini nacque a Bologna il 5 marzo del 1922. Un anno di importanza storica per il nostro Paese, in quanto il 30 ottobre del 1922 Benito Mussolini prende il potere ed inizia il periodo noto come il ventennio fascista.

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Marcello Mastroianni

Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni è nato a Fontana Liri (FR) il 28 settembre 1924. Sin da piccolo ebbe la possibilità di fare comparse in film come "La corona di ferro"(1941) di Blasetti, e "I bambini ci guardano" (1943), di Vittorio De Sica.

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Sophia Loren

Sophia Loren

Sophia Loren, nome d'arte di Sofia Villani Scicolone, nasce a Roma il 20 settembre 1934. E' considerata e riconosciuta a livello mondiale come una delle attrici più importanti ed influenti nella storia del cinema. Con due Oscar, un Golden Globe, un Leone d'oro, la Coppa Volpi, una Palma d'oro a Cannes, un BAFTA, sei David di Donatello e due Nastri d'argento è l'attrice italiana più premiata al mondo.

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I galli del Colosseo

I galli del Colosseo è uno degli episodi del film del 1962 "Gli italiani e le donne", di Marino Girolami con Ennio Girolami, Lisa Donzel, Mario de Simone e Carlo Delle Piane.

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I lancieri neri

I lancieri neri è un film del 1962 di Giacomo Gentilomo con Mel Ferrer, Yvonne Furneaux e Letícia Román.

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Un marito in condominio

Franca Parisi e Anna Maria Ferrero sul set di Un marito in condominio

La commedia dal titolo “Un marito in condominio” di Angelo Dorigo, del 1963, racconta la storia della famiglia Calcaterra, nella quale si spera che lo zio Enea (Lauro Gazzolo), da tempo malato, lasci al nipote Salvatore (Salvo Randone) tutto il suo patrimonio.

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Gino Bartali

Gino BartaliGino Bartali nasce a Ponte a Ema, in provincia di Firenze, il 18 luglio del 1914. A dodici anni interrompe gli studi. Lavora come aiuto meccanico per tre giorni alla settimana in una piccola officina di biciclette. 

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Marlon Brando

Marlon Brando

Nato ad Omaha, Nebraska, il 3 aprile 1924, figlio di un commesso viaggiatore e di una attrice di seconda linea, Brando prima di fare l'attore tenta inizialmente la carriera militare ma, indisciplinato e insofferente alle regole gerarchiche che vigono in caserma, viene espulso dall'Accademia Militare del Minnesota.

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Enrico Berlinguer

Enrico Berlinguer

Enrico BerlinguerEnrico Berlinguer nacque a Sassari il 25 maggio del 1922, figlio di Mario Berlinguer, un avvocato repubblicano, antifascista. Fin dall'infanzia riesce a profittare di relazioni familiari e politiche che influenzarono notevolmente la sua ideologia ambiente grazie all'ambiente culturalmente molto evoluto che lo ha circondato. 

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Nino Manfredi

Nato a Castro dei Volsci (Frosinone) nel 1921, Saturnino Manfredi, detto Nino, si laurea a Roma in giurisprudenza, per poi iscriversi all’Accademia d’arte drammatica. Subito dopo il debutto in teatro nel 1947, entra a far parte della compagnia Maltagliati-Gassman e del gruppo di Orazio Costa. L’attività di doppiatore, iniziata nel '51 durerà quasi un decennio e lo porterà a riscuotere un grande successo alla radio. Importante il suo passaggio alla commedia musicale accanto a Delia Scala e Paolo Panelli, con i quali condusse la storica edizione ’59-’60 di Canzonissima. Dal 1960, a partire dal ruolo da protagonista sostenuto nel film L'impiegato diretto da Gianni Puccini, diventa una delle colonne portanti della commedia all'italiana. Seguito da numerose interpretazioni nei film di costume anni ’60 e ’70: da ‘Anni ruggenti’ (1962) di Zampa a ‘Il padre di famiglia’ di Nanni Loy (1966), da ‘Vedo nudo’ di Dino Risi (1969) a ‘Lo chiameremo Andrea’ di De Sica (1972), da ‘Il giocattolo’ di Montaldo (1979) all’ambizioso ‘Nudo di donna’ (1981), avviato in co-regia con Lattuada e terminato in proprio. Da ricordare "Il Carabiniere a Cavallo" (1961) e  "Thrilling" (1965), dei quali l'Archivio Riccardi offre scatti inediti realizzati sui set. Una delle migliori prove come regista rimane quella d’esordio, nel ’62, con ‘L’avventura di un soldato’, episodio di ‘L’amore difficile’, in cui descrisse senza una parola il fugace incontro tra un militare e una ragazza (Franca Marzi) nello scompartimento di un treno. Non abbandona mai il teatro, portando sulle scene ‘Rugantino’ (1963) di Garinei e Giovannini, né la televisione, dando il volto ad un indimenticabile Geppetto nel ‘Pinocchio’ di Luigi Comencini del ’72. Le apparizioni di Manfredi sul grande schermo nei suoi ultimi anni sono poche, lui stesso in un'intervista del 90' aveva dichiarato di essere stufo del cinema; ricordiamo tra le sue ultime prove ‘Colpo di luna’ di Alberto Simone, unico film italiano in concorso a Berlino nel ’95, e poi ‘Grazie di tutto’, diretto nel ’97 dal figlio Luca, dedicato al problema della convivenza tra giovani e anziani.
Il 7 luglio 2003, subito dopo la fine delle riprese, viene colpito, nella sua casa romana, da un infarto cerebrale. Le sue condizioni appaiono subito disperate e viene trasportato d'urgenza all'ospedale Santo Spirito. A settembre, un netto miglioramento gli permette il ritorno a casa, ma a dicembre viene colpito da una nuova emorragia cerebrale. Ricoverato questa volta presso l'ospedale Nuova Regina Margherita, non si riprenderà mai più completamente, trascorrendo sei mesi in una continua alternanza di miglioramenti e peggioramenti. Muore a ottantatré anni il 4 giugno 2004, un anno e tre mesi dopo Alberto Sordi, ed esattamente dieci anni dopo Massimo Troisi.
 
Dopo il funerale, celebrato alla Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo a Roma, alla presenza di circa 2000 persone tra volti noti della politica e dello spettacolo e gente comune, l'attore viene sepolto al Cimitero del Verano di Roma.

nino-manfrediNato a Castro dei Volsci (Frosinone) nel 1921, Saturnino Manfredi, detto Nino, si laurea a Roma in giurisprudenza, per poi iscriversi all’Accademia d’arte drammatica.

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Referendum sul divorzio del 1974

Divorzisti nel 1974Il 12 e 13 maggio 1974 si svolse in Italia il primo referendum abrogativo della storia del paese: nel referendum si chiedeva di abrogare la legge che aveva introdotto il divorzio nel 1970.

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Anna Maria Ferrero

anna-maria-ferreroAnna Maria Ferrero, nome d'arte di Anna Maria Guerra, nasce nel 1934 a Roma, sin da piccola manifesta un grande interesse per il cinema. 

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Walter Chiari

Walter ChiariNasce come Walter Annicchiarico, a Verona il giorno 8 marzo 1924. Figlio di genitori di origine pugliese, il padre era un brigadiere di professione; Walter ha solo 8 anni quando la famiglia si trasferisce a Milano.

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Festival di Sanremo 1964

Il quattordicesimo festival della canzone italiana, presentato da Mike Bongiorno e vinto da Gigliola Cinquetti, si tenne a Sanremo dal 30 gennaio al 1º febbraio 1964.

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Consultazioni al Quirinale nel 1959

Consultazioni al Quirinale nel 1959

Il 15 febbraio 1959, dopo le dimissioni del precedente governo e le consultazioni di rito al Quirinale, l’allora presidente della Repubblica Gronchi affidava ad Antonio Segni l'incarico di costituire l'esecutivo.

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L’alluvione del 1° settembre 1965 a Roma

Alluvione del 1945 a RomaIl primo settembre del 1965 un fortissimo nubifragio colpiva Roma: oltre 170 mm caddero a Roma nord.

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Nelson Mandela

Nelson Mandela, il simbolo del Sud Africa, un'intera vita spesa alla lotta contro l'apartheid ed alla conquista della libertà per il suo popolo.

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Maria Callas

maria-callasNata a New York il 2 dicembre 1923 da genitori greci, Maria Callas studiò canto ad Atene dove iniziò una strepitosa carriera internazionale come soprano. 

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John Fitzgerald Kennedy

John Fitzgerald KennedyNel luglio del 1963, John Fitzgerald Kennedy arriva a Fiumicino durante il suo viaggio italiano, avvenuto pochi mesi prima di essere assassinato a Dallas. Una visita in cui sbocciò l'amore tra il presidente americano e Roma costellato di incontri importanti e curiosità da scoprire.

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Jacqueline Kennedy

Jacqueline Kennedy, vero nome Jacqueline Lee Bouvier, nasce a Southhampton il 28 luglio 1929. Viene allevata in ambienti acculturati e di classe tra New York, Rhode Island e la Virginia. A quell'epoca il suo amore per le lettere la porta a scrivere poemi, novelle e romanzi, accompagnandoli con illustrazioni personali.
 
Si dedica inoltre con assiduità allo studio della danza, altra sua grande passione di sempre. La madre, che ottenne il divorzio dal precedente marito, sposa Hugh D. Auchincloss nel 1942, portando le due figlie a Merrywood, nella sua casa vicino Washington D.C.
 
Jacqueline, in occasione dei suoi diciotto anni viene eletta "Debuttante dell'anno" per la stagione 1947-1948.
 
Come studentessa del prestigiosissimo Vassar College ha occasione di viaggiare moltissimo e di passare i suoi anni migliori in Francia (frequentando, fra l'altro, la Sorbona), prima di laurearsi alla George Washington University nel 1951. Queste esperienze le lasciano in eredità un grande amore verso i popoli stranieri, soprattutto verso i francesi.
 
Nel 1952 Jacqueline trova una sistemazione presso il giornale locale "Washington Times-Herald", inizialmente come fotografa, poi come redattrice ed articolista. In un'occasione le viene affidata l'opportunità di intervistare il senatore John F. Kennedy del Massachussetts, già accreditato dalla stampa nazionale come il più probabile successorie del Presidente degli Stati Uniti. Tra i due è un vero e proprio colpo di fulmine: i due si sposeranno l'anno successivo.
 
Jacqueline seduce la famiglia dei Kennedy, con un modello di vita intellettuale, europeo e raffinato. Dal loro rapporto nasceranno tre figli, Caroline (1957), John (1960) e Patrick, che purtroppo morì due giorni dopo la nascita.
 
Come First Lady, "Jackie", come veniva affettuosamente ormai chiamata da tutti i cittadini, cercherà di rendere la capitale della nazione fonte di orgoglio e centro della cultura americana. Il suo interesse per le arti costantemente sottolineato dalla stampa e dalla televisione, ispira un'attenzione per la cultura mai così evidente a livello nazionale e popolare. Un esempio concreto di questo interesse è il suo progetto per un museo della storia americana, poi realizzato a Washington.
 
Supervisiona inoltre la ridecorazione della Casa Bianca e incoraggia la conservazione degli edifici circostanti. Sarà sempre molto ammirata per il portamento, la grazia e la bellezza mai appariscente o volgare. Le sue apparizioni in pubblico ottengono sempre un enorme successo, anche se centellinate con sapienza e moderazioni (o forse proprio per questo).
 
In quel tragico 22 novembre 1963 Jackie è seduta accanto al marito quando questi viene assassinato a Dallas. Accompagna il suo corpo fino a Washington e vi cammina accanto durante la processione funebre.
 
Poi, in cerca di privacy, la first-lady si trasferisce assieme ai propri bambini a New York. Il 20 ottobre del 1968 sposa Aristotele Onassis, ricchissimo uomo d'affari greco. Il matrimonio fallisce, ma la coppia non divorzierà mai.
 
Onassis morirà nel 1975. Dopo essere diventata per la seconda volta vedova, Jackie inizia a lavorare nell'editoria, diventando senior editor di Doubleday, dove era l'esperta di arte Egiziana e letteratura.
 
Jacqueline Kennedy muore a New York il 19 maggio 1994.

Jacqueline KennedyJacqueline Lee Bouvier, fu la moglie di John Fitzgerald Kennedy, 35° presidente degli Stati Uniti, First Lady dal 20 gennaio 1961 al 22 novembre 1963, data dell'assassinio del marito. Vedova, sposò poi l'armatore greco Aristotele Onassis.

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Alberto Bevilacqua

alberto-bevilacquaAlberto Bevilacqua scrittore e intellettuale italiano tra i più noti e stimati. Autore prolifico vincitore di numerosi premi letterari tra cui lo Strega conseguito nel 1968 con il romanzo L’occhio del gatto. Poliedrico ed eclettico  è anche regista e sceneggiatore.

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Enzo Jannacci

enzo-iannacciEnzo Jannacci, uno dei cantautori storici della musica italiana, un vero e proprio "caposcuola", nella musica ma anche nel cabaret, è stato anche chirurgo, continuando ad esercitare anche quando, baciato dal successo, avrebbe potuto lasciare tutto.

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Il Paramedico

Il Paramedico

Il Paramedico, film del 1982 diretto da Sergio Nasca, è una commedia cucita addosso ad Enrico Montesano, che nei primi anni ottanta godeva di grande popolarità. 

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Colosseo

Il ColosseoIl Colosseo, originariamente conosciuto come Amphitheatrum Flavium (Anfiteatro Flavio) o semplicemente come Amphitheatrum, è il più grande anfiteatro del mondo.

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Franco e Ciccio

Franco e Ciccio - ovvero Franco Franchi e Ciccio Ingrassia - è stato il duo comico italiano che ha goduto di particolare notorietà negli anni sessanta e settanta in Italia. I due attori hanno interpretato insieme 114 film, molti dei quali come protagonisti assoluti ed altri al fianco di attori come Totò, Domenico Modugno, Vittorio Gassman, Buster Keaton e Vincent Price.

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Rossella Falk

rossella-falkAttrice prediletta da Fellini e da Visconti, musa ispiratrice delle commedie di Giuseppe Patroni Griffi e di Diego Fabbri, compagna d'arte di Romolo Valli e Giorgo De Lullo, Rossella Falk è stata definita "la Greta Garbo italiana".

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Anna Proclemer

Anna Proclemer

Famosa attrice di teatro, debuttò sul palcoscenico nel 1941, quando era ancora studentessa universitaria a Roma; in seguito si dedicò interamente allo spettacolo, affermandosi ben presto come una delle migliori e più preparate attrici del dopoguerra, capace di affrontare con ottimi risultati un repertorio vastissimo, che spazia da Sofocle a Shakespeare e ad Ibsen.

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Albino Luciani - Giovanni Paolo I

albino-lucianiNato a Canale d'Agordo, in provincia di Belluno, il 17 ottobre 1912, papa Giovanni Paolo I fu il pontefice meno duraturo del Novecento (appena 34 giorni) ma non per questo la sua elezione è considerata meno "storica" di altre.

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Giovanni Battista Montini - Paolo VI

Paolo VIGiovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini nasce il 26 settembre 1897 a Concesio, un paese nei pressi di Brescia, in una casa dove i suoi genitori sono soliti trascorrere le vacanze estive. Il padre, Giorgio Montini, dirige un giornale cattolico, "Il cittadino di Brescia" ed è deputato del Partito Popolare italiano di Don Luigi Sturzo. 

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Il rapimento di Aldo Moro

Il 16 marzo del 1978, in via Fani, a Roma le Brigate Rosse rapirono il presidente della Dc Aldo Moro e uccisero gli uomini della scorta. Fu il punto più alto dell'attacco terroristico "al cuore dello Stato", come le Br chiamarono la loro strategia.

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Angelo Roncalli - Giovanni XXIII

Giovanni-XXIIILa storia lo ricorda come il papa che iniziò il Concilio Vaticano II , i credenti ricordano Angelo Giuseppe Roncalli, papa Giovanni XXIII, come il "papa buono".

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Sandra Milo

Sandra MiloSalvatrice Elena Greco, in arte Sandra Milo, nasce a Tunisi il giorno 11 marzo 1933. Appena ventiduenne debutta al cinema nel film "Lo scapolo" (1955), accanto ad Alberto Sordi. Riconoscibile per le sue forme esuberanti e vistose e per la ingenua voce da bambina, diviene una delle maggiorate del grande schermo e prende parte a numerosi film del periodo.

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Eugenio Pacelli - Pio XII

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Eugenio Pacelli venne eletto Papa il 2 marzo 1939: una nomina scontata, perché correva voce che il cardinal Pacelli, dotto e affermatissimo in tutto il mondo, come apprezzato e fedele collaboratore di Pio XI "aveva studiato da papa sin da piccolo"...

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Festival di Sanremo 1957

 
Nunzio Filogamo, stanco della poca professionalità dell’attrice, minacciando di interrompere la sua partecipazione, chiese alla RAI, che insieme al Casinò gestiva l’organizzazione dell’evento, la sostituzione dell’attrice.
Per quietare gli animi, venne inviata a Sanremo, in tutta fretta, Nicoletta Orsomando, annunciatrice dei programmi televisivi, che per molti anni ha accompagnato generazioni di telespettatori.
 
Tra i ricordi di questa edizione del Festival è da menzionare il debutto di Tonina Torrielli che, per la forte tensione, ebbe un piccolo malore, proprio pochi minuti prima di presentarsi sul palcoscenico. Rincuorata da Nunzio Filogamo, salì comunque sul  palco ma steccò; il pubblico, comprensivo dello stato d’animo della cantante, la sostenne con un grande applauso e l’artista concluse  la propria esibizione classificandosi al terzo posto con la canzone “Scusami”.

Il Festival della Canzone Italiana, datato 1957, fu vinto da Claudio Villa e Nunzio Gallo con la canzone  “Corde della mia chitarra” votato dal gran pubblico, ma poco gradito alla giuria presente in sala, che preferì accordare la propria preferenza alla canzone “Casetta in Canadà” eseguita da diversi cantanti tra cui Carla Boni e Gino Latilla. 

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Tangenziale Est di Roma

La Tangenziale Est di Roma

La Tangenziale Est di Roma, inaugurata nel 1975 e completata nel 1990, è composta da una serie di sopraelevate che attraversano interi quartieri popolari come San Lorenzo e il Pigneto,  a pochissima distanza dalle abitazioni. 

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Giorgio Gaber

Di origini triestine, nato a Milano il 25 gennaio 1939 da una famiglia medio-borghese, Giorgio Gaberscik è nell'ambiente musicale sin dalla fine dei '50. Il padre Guido fa l'impiegato, la madre Carla Mazzoran è casalinga; il fratello maggiore Marcello compie gli studi di geometra e suona la chitarra. Lo stato di salute di Giorgio è cagionevole: durante l'infanzia si ammala più volte. Un brutto infortunio al braccio sinistro (che gli procura una lieve paralisi alla mano), occorsogli verso gli otto-nove anni, gli impone un'attività costante ai fini della rieducazione motoria: considerato che il fratello maggiore suona la chitarra, anche Giorgio impara a suonarla. L'idea dà buoni risultati, sia sotto il profilo medico che sotto quello artistico e da adulto, Gaber dirà: “Tutta la mia carriera nasce da questa malattia”.
 
I suoi chitarristi modello sono i jazzisti statunitensi: Barney Kessel, Tal Farlow, Billy Bauer. Gaber, da adolescente, non pensa ancora a cantare: è essenzialmente uno strumentista. Vive la musica come momento di divertimento, di svago, essendo la sua attività principale quella di studente. Cerca di imparare anche dai musicisti italiani: a Milano può ascoltare dal vivo Franco Cerri, che si esibisce spesso alla Taverna Messicana.
La sua carriera da chitarrista inizia nel gruppo di Ghigo Agosti «Ghigo e gli arrabbiati», formazione che nasce all'Hot Club di Milano; ed esordisce al festival jazz del 1954. Non si fa ancora chiamare “Gaber”: si presenta al pubblico con il suo vero cognome, Gaberscik. Dopo due anni di serate, tra musica leggera (per guadagnare) e jazz (per passione) entra nei Rock Boys, il complesso di Adriano Celentano, in cui al pianoforte suona Enzo Jannacci. Nel 1957 il gruppo compare in televisione nella trasmissione abbinata alla Lotteria Italia Voci e volti della fortuna.
Conosce in questo periodo Luigi Tenco, trasferitosi a Milano da Genova. Con lui forma il suo primo gruppo, così composto: Jannacci al pianoforte, Tenco e Paolo Tomelleri al sax, Gaber e Gian Franco Reverberi alla chitarra. I Rocky Mountains Old Times Stompers (questo il nome completo del gruppo) si esibiscono nel celebre club milanese Santa Tecla. Gaber e Tenco compongono insieme alcuni brani, sviluppando parallelamente un'intensa amicizia. Tra il 1957 e il 1958 Gaber, Tenco, Jannacci, Tomelleri e Reverberi partecipano ad una tournée di Adriano Celentano in Germania.
 
I primi passi li muove nel rock'n'roll, viene notato da Nanni Ricordi, direttore artistico dell'omonima casa editrice musicale, che lo invita ad un provino. Gaber comincia la carriera da solista, con l'incisione per la neonata Dischi Ricordi, branca della storica casa editrice musicale per la musica leggera, di quattro canzoni, due originali in italiano: Ciao ti dirò (rock) e Da te era bello restar (lento), e due successi americani: Be-bop-a-lula e Love Me Forever. Sull'etichetta del 45 giri si legge: «Giorgio Gaber e la sua Rolling Crew». Per la prima volta appare il suo nome d'arte.
Firmata da Giorgio Calabrese e Gianfranco Reverberi Ciao ti dirò è uno dei primi brani rock in italiano; Gaber non fu accompagnato dal suo gruppo, ma da musicisti già sotto contratto per la Ricordi, tra cui Franco Cerri alla chitarra e Gianni Basso al sassofono, entrambi jazzisti . Il primo disco frutterà a Gaber un'apparizione in tv alla trasmissione Il Musichiere condotto da Mario Riva (1959).
Nella primavera del 1959 Gaber partecipa, con tutti i nuovi artisti del momento – tra cui Mina, Celentano e Little Tony – a una serata rock al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Nello stesso anno forma con Enzo Jannacci un duo, I Due Corsari, che debutta con il 45 giri 24 ore/Ehi! Stella. La formazione incide altri 45 giri: Una fetta di limone (1960) è uno dei loro maggiori successi. Alla fine del 1959 Gaber si iscrive alla SIAE, come melodista e paroliere.
 
In questa fase iniziale della sua carriera, fondamentale risulta l'apporto del paroliere Umberto Simonetta, scrittore e umorista di poco noto talento. La sensazione che Gaber sia un personaggio destinato a non imbrancarsi nella folla di meteore dell'epoca promana già da brani di non comune spessore, da "Le strade della notte" a "Le nostre serate" (verso di essa, Montale sarà prodigo d'elogi in un lungo articolo sul "Corriere letterario").
Dopo i primi 45 giri, Gaber raggiunge il successo nel 1960 con il lento Non arrossire, con la quale partecipa alla Sei giorni della canzone; nello stesso anno incide la sua canzone più conosciuta tra quelle del primo periodo, La ballata del Cerutti, con il testo dello scrittore Umberto Simonetta. L'anno prima ha conosciuto Sandro Luporini, pittore viareggino, che diventerà il coautore di tutta la sua produzione musicale e teatrale più significativa. Tra le prime canzoni scritte insieme, Così felice e Barbera e champagne. Le canzoni di maggior successo, Trani a gogò (1962), Goganga, Porta Romana (1963), fruttano a Gaber molte apparizioni televisive. Durante gli anni '60 i testi della maggior parte di tali canzoni sono scritti da Umberto Simonetta.
Gaber è attratto anche dalla canzone francese: ascolta gli chansonniers della Rive gauche parigina, cui riconosce uno spessore culturale, un'attenzione ai testi che manca nella musica leggera italiana. “Il mio maestro è stato Jacques Brel”[13]. Gaber, come Gino Paoli, Sergio Endrigo, Umberto Bindi, Jannacci e Tenco sono alla ricerca di un punto di equilibrio tra le influenze americane (rock e jazz) e la canzone francese. Lo trovano nella canzone d'autore in italiano. I primi cantautori nostrani nascono in questo periodo, e Gaber è tra loro
 
E' del 1965 il suo matrimonio con la cantante Ombretta Colli; frattanto, egli procede spedito sulla strada del successo, con pezzi che si chiamano "Torpedo Blu" (composta assieme a Leo Chiosso), "Barbera e champagne". Autore del testo di quest'ultima è Sandro Luporini, pittore toscano che dipoi avrà per lui un ruolo fondamentale. Intanto, canzoni quali "Com'è bella la città" e "Suona chitarra" sono i segnali d'un artista altro, orientato ad un discorso poetico e musicale di marcato impegno e profondità. Così, proprio nel suo periodo di maggior lustro commerciale (trionfali gli esiti di una tournée con Mina, nel '69), Gaber dedice di accettare una proposta del Piccolo di Milano mettendo su uno spettacolo, "Il signor G", che mescola con abilità canzoni e recitato: è l'atto di nascita della fortunatissima formula del teatro-canzone. Nasce il «Signor G», un personaggio che non recita più un ruolo: recita se stesso. Quindi “una persona piena di contraddizioni e di dolori”, un signore come tutti. “Il signor G è un signor Gaber, che sono io, è Luporini, noi, insomma, che tentiamo una specie di spersonalizzazione per identificarci in tanta gente”. Oltre a inventare un nuovo personaggio, crea un nuovo genere: lo spettacolo a tema con canzoni che lo sviluppano, inframmezzate da monologhi e racconti. Con la sua nuova casa discografica, la Carosello, Gaber pubblica sia le registrazioni dal vivo degli spettacoli teatrali sia gli album registrati in studio.
 
Nel '71 esce l'album "I borghesi", manifestamente segnato dall'influenza di Jacques Brel; nel '72 s'inaugura il sodalizio Gaber-Luporini che durerà per un trentennio, con risultati impareggiabili per originalità. Gli spettacoli "Dialogo tra un impegnato e un non so" (1972),"Far finta di essere sani" (1974), "Anche per oggi non si vola" (1975), "Libertà obbligatoria" (1976) e "Polli d'allevamento" (1978) propongono una riflessione sui rapporti fra individuo e società che si concretizza in una serie di pezzi memorabili, da "Lo shampoo" a "E' sabato", da "La libertà" a "Quando è moda è moda". Corrosivo, pungente, sarcastico, Gaber usa l'ironia come un'arma che colpisce senza pietà od esclusioni, giungendo sino all'invettiva di "Io se fossi Dio" (1980): negli anni '80, la riflessione - da "Anni affollati" (1981) a "Il grigio" (1989) - si fa vieppiù immalinconita, laddove il decennio seguente propone nuovi lampi, da "E pensare che c'era il pensiero" (1995) a "Un'idiozia conquistata a fatica" (1999). Poi, i giorni difficili della malattia e un album che titola "La mia generazione ha perso" (2001).
 
Inizia la lavorazione del nuovo disco, Io non mi sento italiano, che però viene pubblicato postumo: da tempo malato di cancro, si spegne nel pomeriggio del giorno di Capodanno del 2003 nella sua casa di campagna a Montemagno, località in provincia di Lucca. La Fondazione Giorgio Gaber nel 2004 ha creato in suo onore il Festival teatro canzone Giorgio Gaber, manifestazione che è arrivata alla sua nona edizione nel 2012. Hanno partecipato a questa manifestazione tra i più importanti artisti italiani che hanno riproposto nelle varie edizioni i brani di Giorgio Gaber.

Giorgio GaberDi origini triestine, nato a Milano il 25 gennaio 1939 da una famiglia medio-borghese, Giorgio Gaberscik è nell'ambiente musicale sin dalla fine dei '50. Il padre Guido fa l'impiegato, la madre Carla Mazzoran è casalinga; il fratello maggiore Marcello compie gli studi di geometra e suona la chitarra.

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Rita Levi Montalcini

 
Nata a Torino nel 1909, all'età di vent'anni entra alla scuola medica di Levi, dove si laurea nel 1936. Fermamente intenzionata a proseguire la sua carriera accademica come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria, è costretta, a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938, ad emigrare in Belgio insieme a Giuseppe Levi. Negli anni cinquanta le sue ricerche la portarono alla scoperta e all'identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa o NGF, scoperta per la quale è stata insignita nel 1986 del premio Nobel per la medicina. È stata la prima donna a essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Entrata alla scuola medica di Levi all'età di vent'anni, si laurea nel 1936. Fermamente intenzionata a proseguire la sua carriera accademica come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria, è costretta, a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938, ad emigrare in Belgio insieme a Giuseppe Levi.
 
 
 
 
 
Rita Levi Montalcini nasce il 22 aprile del 1909 a Torino. Il fratello maggiore, Gino, è stato uno dei più famosi architetti italiani ed ha insegnato presso l’Università di Torino. Nonostante il padre nutrisse un grande rispetto per le donne, pensava che una loro carriera professionale avrebbe potuto interferire con le cure familiari: per tale motivo decise che Rita e le sorelle – Paola ed Anna – non avrebbero continuato gli studi e, quindi, non si sarebbero iscritte l’università. Tuttavia, all’età di venti anni Rita Levi Montalcini si rese conto che il ruolo femminile concepito dal padre non le si addiceva, e così gli chiese il permesso di tentare una carriera professionale: in otto mesi riuscì a terminare gli studi superiori e ad iscriversi alla facoltà di Medicina presso l’Università di Torino. Due suoi amici e colleghi universitari – Salvador Luria e Renato Dulbecco – ricevettero il Premio Nobel rispettivamente 17 e 11 anni prima che lo stesso riconoscimento fosse assegnato alla Montalcini: tutti e tre furono allievi del famoso istologo Giuseppe Levi, al quale va il merito di aver sempre seguito un rigorosissimo approccio ai problemi scientifici.
 
Si laurea nel 1936, fermamente intenzionata a proseguire la sua carriera accademica come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria. Sempre nel ’36 però, Mussolini pubblica il "Manifesto per la difesa della razza", sottoscritto da dieci "scienziati" italiani: i suoi effetti immediati furono lo sbarramento delle carriere accademiche e professionali ai cittadini italiani di "razza non ariana". Dopo un breve periodo passato a Bruxelles come ospite presso un istituto neurologico, la Montalcini torna a Torino durante l’invasione del Belgio da parte dell’esercito tedesco (primavera del 1940) e raggiunge la famiglia: le uniche alternative possibili erano emigrare negli Stati Uniti o dedicarsi ad attività che richiedessero la minima quantità di contatti con il "mondo ariano" nel quale vivevano. La famiglia Levi opta per la seconda alternativa, e Rita Levi Montalcini installa una piccola unità di ricerca nella sua stanza, ispirata da un articolo di Viktor Hamburger del 1934. Il suo progetto ha inizio quando Giuseppe Levi – anch’esso costretto a lasciare Bruxelles – torna a Torino. La passione per la sua materia comunque la sospinge e le dona la forza per andare avanti tanto che continua le sue ricerche in un laboratorio casalingo.
 
Sono anni assai travagliati per il mondo e per l'Europa. Infuria la seconda guerra mondiale ed è assai difficile trovare luoghi dove poter stare tranquilli, figuriamoci intraprendere delle ricerche. Nel suo girovagare, nel '43 approda a Firenze, dove vivrà in clandestinità per qualche anno, prestando fra l'altro la sua collaborazione come medico volontario fra gli Alleati. Finalmente, nel '45 la guerra finisce, lasciandosi alle spalle milioni di morti e devastazioni inimmaginabili in tutti i Paesi.
 
Dopo così lungo peregrinare senza un porto sicuro in cui rifugiarsi, Rita torna nella sua città natale (giusto poco prima dell'invasione tedesca del Belgio, riprendendo con più serenità le sue importanti ricerche insieme a Levi, sempre attraverso un laboratorio domestico. Poco dopo riceve un'offerta difficilmente rifiutabile dal Dipartimento di Zoologia della Washington University (St. Louis, Missouri). Accetta, dopo essersi però ben assicurata che potrà proseguire le stesse ricerche che aveva cominciato a Torino. La giovane Rita ancora non sa che l'America diventerà una sorta di sua seconda patria, vivendoci con incarichi prestigiosi per oltre trent'anni (diventerà professore di Neurobiologia), e precisamente fino al 1977.
 
I suoi primi studi (risaliamo agli anni 1938-1944) sono dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come NGF, che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Per circa un trentennio prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione, per le quali nel 1986 le viene conferito il Premio Nobel per la Medicina (con Stanley Cohen). Nella motivazione del Premio si legge: "La scoperta del NGF all'inizio degli anni '50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo".
 
Dal 1961 al 1969 dirige il Centro di Ricerche di Neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma) in collaborazione con l'Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il Laboratorio di Biologia cellulare. Dopo essersi ritirata da questo incarico "per raggiunti limiti d'età" continua le sue ricerche come ricercatore e guest professor dal 1979 al 1989, e dal 1989 al 1995 lavora presso l'Istituto di Neurobiologia del CNR con la qualifica di Superesperto. Le sue indagini si concentrano sullo spettro di azione del NGF, utilizzando tecniche sempre più sofisticate. Studi recenti hanno infatti dimostrato che esso ha un'attività ben più ampia di quanto si pensasse: non si limita ai neuroni sensori e simpatici, ma si estende anche alle cellule del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario ematopoietico e alle cellule coinvolte nelle funzioni neuroendocrine.
 
Dal 1993 al 1998 presiede l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. È membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l'Accademia Nazionale dei Lincei, l'Accademia Pontificia, l'Accademia delle Scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society .
È inoltre da sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Nel 1992 istituisce, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all'educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario. L'obiettivo è quello di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese. Nel 2008 l'Università di Milano Bicocca le ha assegnato la laurea honoris causa in biotecnologie industriali.
 
Rita Levi Montalcini muore alla straordinaria età di 103 anni il 30 dicembre 2012 a Roma.

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Rita Levi Montalcini nasce il 22 aprile del 1909 a Torino. Il fratello maggiore, Gino, è stato uno dei più famosi architetti italiani ed ha insegnato presso l’Università di Torino. Nonostante il padre nutrisse un grande rispetto per le donne, pensava che una loro carriera professionale avrebbe potuto interferire con le cure familiari: per tale motivo decise che Rita e le sorelle – Paola ed Anna – non avrebbero continuato gli studi e, quindi, non si sarebbero iscritte l’università.

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