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Il 9 maggio 1950, nel "Salon de l'Horloge" del Quai d'Orsay a Parigi, Robert Schuman, ministro francese degli Affari esteri, dichiarava l'intenzione di riunire le risorse di carbone e acciaio delle ex nazioni nemiche per rendere impossibili nuove guerre tra di loro.
© European Union, 1950 – Source: EP Multimedia Centre
Foto di gruppo dei firmatari del trattato di Parigi, da sinistra a destra: Paul van Zeeland, ministro belga degli affari esteri; Joseph Bech, ministro degli affari esteri lussemburghese; Joseph Meurice, ministro belga del commercio estero; Carlo Sforza, ministro degli affari esteri italiano; Robert Schuman, ministro degli affari esteri francese; Konrad Adenauer, cancelliere federale tedesco; Dirk Stikker, ministro olandese degli affari esteri; e Johannes van den Brink, ministro olandese dell'economia
© Associated Press, 1951 – Source: EC Audiovisual Service

Prima di concretizzarsi in un vero e proprio progetto politico, l’idea di un’Europa unita è stata a lungo solo un sogno nelle menti di alcuni filosofi e visionari. Victor Hugo, ad esempio, vagheggiava gli «Stati Uniti d’Europa» ispirandosi a ideali pacifisti ed umanisti. Ma questo sogno fu brutalmente smentito dalle terribili guerre che prostrarono l’Europa nella prima metà del XX secolo.

Bisogna aspettare la fine della seconda guerra mondiale per veder nascere una nuova speranza. Alcuni degli uomini che durante la guerra avevano combattuto contro i regimi dittatoriali sono ora decisi a superare gli odi e gli antagonismi nazionali e a porre le basi per una pace duratura. Fra il 1945 e il 1950 statisti coraggiosi come Robert Schuman, Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Winston Churchill si impegnano a guidare i popoli dell’Europa occidentale verso una nuova era, un’era caratterizzata dalla creazione di nuove strutture, basate su interessi comuni e fondate su trattati destinati a garantire il rispetto delle leggi e l’uguaglianza fra le nazioni.

Il 9 maggio 1950, ispirandosi a un’idea di Jean Monnet, il ministro francese degli Affari esteri Robert Schuman propone di creare la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). 

La produzione del carbone e dell’acciaio di paesi un tempo in guerra fra loro passa sotto il controllo di un’autorità comune, l’Alta Autorità: le materie prime della guerra, con grande senso pratico e altissimo valore simbolico, diventano così strumenti di riconciliazione e di pace.

La CECA si concretizza con il trattato di Parigi del 18 aprile 1951. Creando un mercato comune del carbone e dell’acciaio, i sei paesi fondatori (Belgio, Francia, Repubblica federale di Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) intendono anzitutto garantire la pace fra i vincitori e i vinti della seconda guerra mondiale, associandoli e inducendoli a cooperare in un quadro istituzionale comune improntato al principio dell’uguaglianza.