
Giuseppe Cassieri
Giuseppe Cassieri (Rodi Garganico, 1926 – Roma, 2008) è stato uno degli autori più scomodi e lucidi del secondo Novecento italiano. Cresciuto tra collegi e studi classici, si laurea a Firenze con una tesi su Giambattista Vico. Fin dall’esordio con Aria cupa (1952) il suo percorso è segnato da polemiche: il romanzo viene processato per diffamazione, ma ottiene il sostegno di scrittori come Elio Vittorini e Vasco Pratolini.
Cassieri si muove tra narrativa, teatro, televisione e giornalismo culturale, mantenendo sempre uno sguardo critico e indipendente. Nei suoi romanzi – tra cui Dove abita il prossimo (Premio Veillon), I delfini sulle tombe (Premio Salento), La cocuzza – alterna ironia e denuncia sociale, mettendo in luce le contraddizioni del suo tempo. Con la rubrica Kulturmarket attacca senza mezzi termini le ipocrisie del sistema culturale italiano.
Fu viaggiatore curioso e attento osservatore della realtà internazionale: dai Balcani agli Stati Uniti, dalla Spagna franchista alla Turchia, raccontò le tensioni di società in trasformazione. Ostile ai salotti letterari e restio a entrare nelle logiche dei premi, rimase fino all’ultimo un outsider. La sua voce, corrosiva e mai accomodante, resta una testimonianza di come la letteratura possa ancora essere strumento di critica e non semplice intrattenimento.



