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Rossella Falk

rossella-falkAttrice prediletta da Fellini e da Visconti, musa ispiratrice delle commedie di Giuseppe Patroni Griffi e di Diego Fabbri, compagna d'arte di Romolo Valli e Giorgo De Lullo, Rossella Falk è stata definita "la Greta Garbo italiana".

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Anna Proclemer

Anna-ProclemerFamosa attrice di teatro, debuttò sul palcoscenico nel 1941, quando era ancora studentessa universitaria a Roma; in seguito si dedicò interamente allo spettacolo, affermandosi ben presto come una delle migliori e più preparate attrici del dopoguerra.

 

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Albino Luciani - GIovanni Paolo I

albino-lucianiNato a Canale d'Agordo, in provincia di Belluno, il 17 ottobre 1912, papa Giovanni Paolo I fu il pontefice meno duraturo del Novecento (appena 34 giorni) ma non per questo la sua elezione è considerata meno "storica" di altre.

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Giovanni Battista Montini - Paolo VI

montini-giovanni-paolo-VIGiovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini nasce il 26 settembre 1897 a Concesio, un paese nei pressi di Brescia, in una casa dove i suoi genitori sono soliti trascorrere le vacanze estive. Il padre, Giorgio Montini, dirige un giornale cattolico, "Il cittadino di Brescia" ed è deputato del Partito Popolare italiano di Don Luigi Sturzo.

 

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Il rapimento di Aldo Moro

rapimento-moroIl 16 marzo del 1978, in via Fani, a Roma le Brigate Rosse rapirono il presidente della Dc Aldo Moro e uccisero gli uomini della scorta. Fu il punto più alto dell'attacco terroristico "al cuore dello Stato", come le Br chiamarono la loro strategia.

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Angelo Roncalli - Giovanni XXIII

Giovanni-XXIIILa storia lo ricorda come il papa che iniziò il Concilio Vaticano II , i credenti ricordano Angelo Giuseppe Roncalli, papa Giovanni XXIII, come il "papa buono".

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Sandra Milo

sandra-miloSalvatrice Elena Greco, in arte Sandra Milo, nasce a Tunisi il giorno 11 marzo 1933. Appena ventiduenne debutta al cinema nel film "Lo scapolo" (1955), accanto ad Alberto Sordi. Riconoscibile per le sue forme esuberanti e vistose e per la ingenua voce da bambina, diviene una delle maggiorate del grande schermo e prende parte a numerosi film del periodo.

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Eugenio Pacelli - Pio XII

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Eugenio Pacelli venne eletto Papa il 2 marzo 1939: una nomina scontata, perché correva voce che il cardinal Pacelli, dotto e affermatissimo in tutto il mondo, come apprezzato e fedele collaboratore di Pio XI "aveva studiato da papa sin da piccolo"...

 

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Festival di Sanremo 1957

Nunzio Filogamo, stanco della poca professionalità dell’attrice, minacciando di interrompere la sua partecipazione, chiese alla RAI, che insieme al Casinò gestiva l’organizzazione dell’evento, la sostituzione dell’attrice.
Per quietare gli animi, venne inviata a Sanremo, in tutta fretta, Nicoletta Orsomando, annunciatrice dei programmi televisivi, che per molti anni ha accompagnato generazioni di telespettatori.
Tra i ricordi di questa edizione del Festival è da menzionare il debutto di Tonina Torrielli che, per la forte tensione, ebbe un piccolo malore, proprio pochi minuti prima di presentarsi sul palcoscenico. Rincuorata da Nunzio Filogamo, salì comunque sul  palco ma steccò; il pubblico, comprensivo dello stato d’animo della cantante, la sostenne con un grande applauso e l’artista concluse  la propria esibizione classificandosi al terzo posto con la canzone “Scusami”.

claudio-villa-fiorella-bini-1957Il Festival della Canzone Italiana, datato 1957, fu vinto da Claudio Villa e Nunzio Gallo con la canzone  “Corde della mia chitarra” votato dal gran pubblico, ma poco gradito alla giuria presente in sala, che preferì accordare la propria preferenza alla canzone “Casetta in Canadà” eseguita da diversi cantanti tra cui Carla Boni e Gino Latilla.

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Tangenziale Est di Roma

sopraelevata-tangenziale-est-romaLa Tangenziale Est di Roma, inaugurata nel 1975 e completata nel 1990, è composta da una serie di sopraelevate che attraversano interi quartieri popolari come San Lorenzo e il Pigneto,  a pochissima distanza dalle abitazioni. 

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Adriano Celentano

adriano-celentanoAdriano Celentano grazie alla sua carriera e ai suoi grandi successi, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo, è considerato uno dei pilastri della musica leggera italiana. Il suo carattere ha fatto sì che attorno a Celentano si costruisse un personaggio divenuto un emblema e un'icona per molti italiani del secondo dopoguerra. 

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Rita Levi Montalcini

Nata a Torino nel 1909, all'età di vent'anni entra alla scuola medica di Levi, dove si laurea nel 1936. Fermamente intenzionata a proseguire la sua carriera accademica come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria, è costretta, a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938, ad emigrare in Belgio insieme a Giuseppe Levi. Negli anni cinquanta le sue ricerche la portarono alla scoperta e all'identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa o NGF, scoperta per la quale è stata insignita nel 1986 del premio Nobel per la medicina. È stata la prima donna a essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Entrata alla scuola medica di Levi all'età di vent'anni, si laurea nel 1936. Fermamente intenzionata a proseguire la sua carriera accademica come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria, è costretta, a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938, ad emigrare in Belgio insieme a Giuseppe Levi.
Rita Levi Montalcini nasce il 22 aprile del 1909 a Torino. Il fratello maggiore, Gino, è stato uno dei più famosi architetti italiani ed ha insegnato presso l’Università di Torino. Nonostante il padre nutrisse un grande rispetto per le donne, pensava che una loro carriera professionale avrebbe potuto interferire con le cure familiari: per tale motivo decise che Rita e le sorelle – Paola ed Anna – non avrebbero continuato gli studi e, quindi, non si sarebbero iscritte l’università. Tuttavia, all’età di venti anni Rita Levi Montalcini si rese conto che il ruolo femminile concepito dal padre non le si addiceva, e così gli chiese il permesso di tentare una carriera professionale: in otto mesi riuscì a terminare gli studi superiori e ad iscriversi alla facoltà di Medicina presso l’Università di Torino. Due suoi amici e colleghi universitari – Salvador Luria e Renato Dulbecco – ricevettero il Premio Nobel rispettivamente 17 e 11 anni prima che lo stesso riconoscimento fosse assegnato alla Montalcini: tutti e tre furono allievi del famoso istologo Giuseppe Levi, al quale va il merito di aver sempre seguito un rigorosissimo approccio ai problemi scientifici.
Si laurea nel 1936, fermamente intenzionata a proseguire la sua carriera accademica come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria. Sempre nel ’36 però, Mussolini pubblica il "Manifesto per la difesa della razza", sottoscritto da dieci "scienziati" italiani: i suoi effetti immediati furono lo sbarramento delle carriere accademiche e professionali ai cittadini italiani di "razza non ariana". Dopo un breve periodo passato a Bruxelles come ospite presso un istituto neurologico, la Montalcini torna a Torino durante l’invasione del Belgio da parte dell’esercito tedesco (primavera del 1940) e raggiunge la famiglia: le uniche alternative possibili erano emigrare negli Stati Uniti o dedicarsi ad attività che richiedessero la minima quantità di contatti con il "mondo ariano" nel quale vivevano. La famiglia Levi opta per la seconda alternativa, e Rita Levi Montalcini installa una piccola unità di ricerca nella sua stanza, ispirata da un articolo di Viktor Hamburger del 1934. Il suo progetto ha inizio quando Giuseppe Levi – anch’esso costretto a lasciare Bruxelles – torna a Torino. La passione per la sua materia comunque la sospinge e le dona la forza per andare avanti tanto che continua le sue ricerche in un laboratorio casalingo.
Sono anni assai travagliati per il mondo e per l'Europa. Infuria la seconda guerra mondiale ed è assai difficile trovare luoghi dove poter stare tranquilli, figuriamoci intraprendere delle ricerche. Nel suo girovagare, nel '43 approda a Firenze, dove vivrà in clandestinità per qualche anno, prestando fra l'altro la sua collaborazione come medico volontario fra gli Alleati. Finalmente, nel '45 la guerra finisce, lasciandosi alle spalle milioni di morti e devastazioni inimmaginabili in tutti i Paesi.
Dopo così lungo peregrinare senza un porto sicuro in cui rifugiarsi, Rita torna nella sua città natale (giusto poco prima dell'invasione tedesca del Belgio, riprendendo con più serenità le sue importanti ricerche insieme a Levi, sempre attraverso un laboratorio domestico. Poco dopo riceve un'offerta difficilmente rifiutabile dal Dipartimento di Zoologia della Washington University (St. Louis, Missouri). Accetta, dopo essersi però ben assicurata che potrà proseguire le stesse ricerche che aveva cominciato a Torino. La giovane Rita ancora non sa che l'America diventerà una sorta di sua seconda patria, vivendoci con incarichi prestigiosi per oltre trent'anni (diventerà professore di Neurobiologia), e precisamente fino al 1977.
I suoi primi studi (risaliamo agli anni 1938-1944) sono dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come NGF, che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Per circa un trentennio prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione, per le quali nel 1986 le viene conferito il Premio Nobel per la Medicina (con Stanley Cohen). Nella motivazione del Premio si legge: "La scoperta del NGF all'inizio degli anni '50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo".
Dal 1961 al 1969 dirige il Centro di Ricerche di Neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma) in collaborazione con l'Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il Laboratorio di Biologia cellulare. Dopo essersi ritirata da questo incarico "per raggiunti limiti d'età" continua le sue ricerche come ricercatore e guest professor dal 1979 al 1989, e dal 1989 al 1995 lavora presso l'Istituto di Neurobiologia del CNR con la qualifica di Superesperto. Le sue indagini si concentrano sullo spettro di azione del NGF, utilizzando tecniche sempre più sofisticate. Studi recenti hanno infatti dimostrato che esso ha un'attività ben più ampia di quanto si pensasse: non si limita ai neuroni sensori e simpatici, ma si estende anche alle cellule del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario ematopoietico e alle cellule coinvolte nelle funzioni neuroendocrine.
Dal 1993 al 1998 presiede l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. È membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l'Accademia Nazionale dei Lincei, l'Accademia Pontificia, l'Accademia delle Scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society .
È inoltre da sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Nel 1992 istituisce, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all'educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario. L'obiettivo è quello di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese. Nel 2008 l'Università di Milano Bicocca le ha assegnato la laurea honoris causa in biotecnologie industriali.
Rita Levi Montalcini muore alla straordinaria età di 103 anni il 30 dicembre 2012 a Roma.
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Nata a Torino nel 1909, all'età di vent'anni entra alla scuola medica di Levi, dove si laurea nel 1936. Fermamente intenzionata a proseguire la sua carriera accademica come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria, è costretta, a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938, ad emigrare in Belgio insieme a Giuseppe Levi.


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Alberto Sordi

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Quarto figlio di Pietro Sordi, professore di musica e suonatore di bombardino nell'orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, nasce nel rione popolare di Trastevere. Già nelle scuole elementari iniziò a improvvisare piccole recite con un teatrino di marionette per un pubblico di suoi coetanei, anticipando la gloriosa carriera che lo portò ad essere uno dei maggiori interpreti del cinema italiano del secolo scorso.

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Carlo Dapporto

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Figlio di un padre calzolaio ("ero di famiglia malestante ») e di una madre casalinga astigiana, dopo aver fatto diversi mestieri ed essersi esibito come interprete di canzoni argentine e ballerino di tango, Dapporto si affermò nel teatro di rivista, in spettacoli accanto all’affascinante Wanda Osiris. 

 

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Franca Rame

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Franca Rame, la cui famiglia ha antiche tradizioni teatrali, insieme al marito Dario Fo fonda nel 1958 la "Compagnia Dario Fo-Franca Rame". Vittima negli anni di piombo di rapimento da parte esponenti dell'estrema destra, subisce durante il periodo di prigionia violenza fisica e sessuale. Nel 2006 viene eletta senatrice della Repubblica, ma abbandona nel 2008, non condividendo gli orientamenti governativi.

 

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Michele Prisco

Scrittore molto prolifico e apprezzato sia dal pubblico che dalla critica, apprezzato soprattutto per il suo stile ricco e pastoso. Anche il cinema scoprì il suo lavoro, dando vita a una fortunata versione cinematografica del libro Una spirale di nebbia.Nei suoi primi libri (La provincia addormentata, Eredi del vento e soprattutto Figli difficili) Prisco descrisse la borghesia partenopea, con tutte le sue debolezze e i suoi limiti. Prisco sottolineò nei suoi testi l'incapacità di proporre per Napoli alternative concrete a una situazione di stagnazione sociale e economica che ne impediva lo sviluppo. Successivamente lo scrittore, pur continuando a sviscerare il mondo delle classi medie della sua città, cercherà di inglobare nella sua analisi anche i ceti più popolari, senza però mai introdurre nei suoi romanzi quelle connotazioni macchiettistiche e di folklore che saranno tipiche di gran parte della letteratura napoletana del dopoguerra.Nato a Torre Annunziata, dove passerà anche gran parte della sua vita, cresce in un ambiente borghese che poi trasporterà sulla carta a fare da sfondo per molti dei suoi libri. Si laurea in giurisprudenza e supera anche gli esami di procuratore legale, ma rinuncia alla carriera di avvocato per seguire la sua passione e dedicarsi alla scrittura come giornalista e autore.Nel 1942 viene pubblicato sul mensile del Corriere della sera La lettura, il suo primo racconto, Gli alianti. Prima di partire militare collabora con la Gazzetta del Popolo di Torino e anche durante i lunghi mesi passati sul fronte prosegue il suo percorso di formazione grazie a commilitoni, in seguito divenuti amici di una vita, come gli scrittori Gino Montesanto, Mario Pomilio e il pittore Enrico Accatino. Alla fine del conflitto riprende l'attività giornalistica collaborando con varie testate, sia quotidiane che periodiche.Michele Prisco pubblica nel 1949 il suo primo libro, La provincia addormentata, che gli vale la medaglia d'oro per l'opera prima al premio Strega di quell'anno. L'anno successivo Gli eredi del vento gli frutta il Premio Venezia per l'inedito. Nel 1996, vince anche il Premio Cimitile, con l'opera "Il Pellicano di Pietra" edito da Rizzoli.Sposato da poco si trasferisce a Napoli all'inizio degli anni cinquanta, città che ama e in cui vorrà vivere fino alla morte. Lo scrittore si allontanava dalla città solo per trascorrere le vacanze nella villetta di Vico Equense, da lui chiamata affettuosamente «la casarella».Negli anni sessanta è, con Mario Pomilio, Domenico Rea, Luigi Incoronato, Gianfranco Venè e Leone Pacini Savoj, tra gli animatori della rivista letteraria "Le ragioni narrative" di cui sarà anche direttore. In questo periodo continua anche il suo impegno giornalistico come critico cinematografico e letterario e per un decennio ricoprì la carica di vice segretario del Sindacato Nazionale Scrittori. Prisco muore a Napoli il 19 novembre 2003.

  • Michele Prisco - 1961 - Premio Strega - 004
  • Michele Prisco - 1961 - Premio Strega - 003
  • Michele Prisco e Maria Bellonci - 1961 - Premio Strega
  • Michele Prisco - 1961 - Premio Strega - 005
  • Michele Prisco - 1961 - Premio Strega - 002
  • Maria Bellonci, Alberto Moravia e Michele Prisco - Premio Strega 1963

 

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Scrittore molto prolifico e apprezzato sia dal pubblico che dalla critica, apprezzato soprattutto per il suo stile ricco e pastoso. Anche il cinema scoprì il suo lavoro, dando vita a una fortunata versione cinematografica del libro Una spirale di nebbia. Michele Prisco pubblica il suo primo libro nel 1949, La provincia addormentata, che gli vale la medaglia d'oro per l'opera prima al Premio Strega dello stesso anno.

 

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