Michele Prisco

Michele Prisco

Scrittore molto prolifico e apprezzato sia dal pubblico che dalla critica, apprezzato soprattutto per il suo stile ricco e pastoso. Anche il cinema scoprì il suo lavoro, dando vita a una fortunata versione cinematografica del libro Una spirale di nebbia. Nei suoi primi libri (La provincia addormentata, Eredi del vento e soprattutto Figli difficili) Prisco descrisse la borghesia partenopea, con tutte le sue debolezze e i suoi limiti. Prisco sottolineò nei suoi testi l'incapacità di proporre per Napoli alternative concrete a una situazione di stagnazione sociale e economica che ne impediva lo sviluppo. Successivamente lo scrittore, pur continuando a sviscerare il mondo delle classi medie della sua città, cercherà di inglobare nella sua analisi anche i ceti più popolari, senza però mai introdurre nei suoi romanzi quelle connotazioni macchiettistiche e di folklore che saranno tipiche di gran parte della letteratura napoletana del dopoguerra. Nato a Torre Annunziata, dove passerà anche gran parte della sua vita, cresce in un ambiente borghese che poi trasporterà sulla carta a fare da sfondo per molti dei suoi libri. Si laurea in giurisprudenza e supera anche gli esami di procuratore legale, ma rinuncia alla carriera di avvocato per seguire la sua passione e dedicarsi alla scrittura come giornalista e autore. Nel 1942 viene pubblicato sul mensile del Corriere della sera "La lettura", il suo primo racconto, Gli alianti. Prima di partire militare collabora con la Gazzetta del Popolo di Torino e anche durante i lunghi mesi passati sul fronte prosegue il suo percorso di formazione grazie a commilitoni, in seguito divenuti amici di una vita, come gli scrittori Gino Montesanto, Mario Pomilio e il pittore Enrico Accatino. Alla fine del conflitto riprende l'attività giornalistica collaborando con varie testate, sia quotidiane che periodiche. Michele Prisco pubblica nel 1949 il suo primo libro, La provincia addormentata, che gli vale la medaglia d'oro per l'opera prima al Premio Strega di quell'anno. L'anno successivo Gli eredi del vento gli frutta il Premio Venezia per l'inedito. Nel 1996, vince anche il Premio Cimitile, con l'opera Il Pellicano di Pietra edito da Rizzoli.

Sposato da poco si trasferisce a Napoli all'inizio degli anni cinquanta, città che ama e in cui vorrà vivere fino alla morte. Lo scrittore si allontanava dalla città solo per trascorrere le vacanze nella villetta di Vico Equense, da lui chiamata affettuosamente «la casarella». Negli anni sessanta è, con Mario Pomilio, Domenico Rea, Luigi Incoronato, Gianfranco Venè e Leone Pacini Savoj, tra gli animatori della rivista letteraria "Le ragioni narrative" di cui sarà anche direttore. In questo periodo continua anche il suo impegno giornalistico come critico cinematografico e letterario e per un decennio ricoprì la carica di vice segretario del Sindacato Nazionale Scrittori.

Prisco muore a Napoli il 19 novembre 2003.

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