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Il Presidente del Consiglio Aldo Moro, durante il suo intervento al Congresso per l'Europa dei Popoli.
Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Il 14 ottobre 1964 la sala gremita del Palazzetto dello Sport. Dietro il banco della presidenza si elevano i grandi ritratti di Jean Moulin, Jean Prevost, Jean Burgers, Gerrit Jan Van der Veen, Eugenio Colorni, Duccio Galimberti, Hans e Sophie Scholl, Alfred Delp.
Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Il presidente del Consiglio Aldo Moro nel corso del suo intervento.
Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Il momento in cui l’onorevole Gui consegna il blocco di tufo delle Fosse Ardeatine a Inge Scholl, sorella di Hans e Sophie Scholl.
Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
La "notturna" in Piazza del Campidoglio, dove tra fanfare e bandiere europee sfilano i sindaci di tutta Europa.
Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
La "notturna" in Piazza del Campidoglio, dove tra fanfare e bandiere europee sfilano i sindaci di tutta Europa.
Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
La "notturna" in Piazza del Campidoglio, dove tra fanfare e bandiere europee sfilano i sindaci di tutta Europa.
Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Piazza del Campidoglio gremita di manifestanti e sindaci.
Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Una bandiera europea viene fissata in cima alle scale del Palazzo del Campidoglio.
Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi

Dal 14 al 17 ottobre 1964 al Palazzo dello Sport di Roma, 4500 amministratori locali ed esponenti dei partiti, dei sindacati e delle scuole dei movimenti europei hanno partecipato alla VII sessione degli Stati Generali del Consiglio delle Comunità europee (CCE). 

Sotto lo slogan “Per l’Europa dei popoli”, campeggiavano in sala i ritratti di eroi della Resistenza europea, a ricordare lo stretto legame tra il federalismo europeo e la lotta armata contro il nazi-fascismo.

È il più grande convegno federalista del dopoguerra e si propone di intraprendere un’azione decisa per l’unificazione politica, dando vita ad un fronte democratico europeo che sia alleanza permanente di tutte le forze popolari che operano nello schieramento del Mec. La giornata inaugurale del convegno ha avuto una parentesi di alta commozione quando durante la seduta d’apertura il Ministro italiano della Pubblica Istruzione Gui ha consegnato a Inge Scholl, sorella dei martiri tedeschi della “Rosa bianca”, una targa d’argento incastonata nel tufo delle Fosse Ardeatine, ricordo della Sezione italiana del CCE.

Il Presidente del Consiglio Aldo Moro ha poi confermato l’irrevocabilità  del processo di costruzione dell’Europa, portando  al convegno l’adesione del governo italiano.

Due altri eventi a latere del Congresso hanno contribuito a caratterizzarlo: la visita plenaria dei congressisti, cattolici e no, a Paolo VI e il grande comizio notturno al Campidoglio. 

Al Campidoglio il CCE ha voluto dimostrare, ancora una volta, che l’unità europea è già un fatto di popolo: ai congressisti e ai romani convenuti da ogni parte hanno parlato, introdotti dal prosindaco Grisolia (PSI), il vicepresidente del Consiglio Nenni (PSI), il professor Teitgen (in rappresentanza delle Università e della cultura – MRP). l’on. Rumor (DC), Labor (ACLI), l’on. Bruno Storti (CISL).