Enrico Berlinguer

Enrico BerlinguerEnrico Berlinguer nacque a Sassari il 25 maggio del 1922, figlio di Mario Berlinguer, un avvocato repubblicano, antifascista. Fin dall'infanzia riesce a profittare di relazioni familiari e politiche che influenzarono notevolmente la sua ideologia ambiente grazie all'ambiente culturalmente molto evoluto che lo ha circondato. 

Nel 1943 Berlinguer si iscrisse al Partito Comunista Italiano e ne organizzò la sezione sassarese, svolgendo un'intensa attività di propaganda. Famoso è l'episodio del gennaio 1944 quando la fame spinse la popolazione a saccheggiare i forni della città e Berlinguer fu accusato di esserne stato uno degli istigatori. Fu prosciolto dalle accuse e liberato dopo essere stato trattenuto in carcere per tre mesi. 

Dopo la sua scarcerazione, incontra a Salerno, grazie al padre, Palmiro Togliatti; l'incontro fu per Berlinguer fondamentale, seppe farsi notare e perciò nel maggio del 1945 fu inviato a Milano, dove collaborò con Luigi Longo e Giancarlo Pajetta. Dopo un breve periodo come vicesegretario del PCI in Sardegna, Togliatti lo richiamò a Roma.
Nel 1949 fu nominato segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana, carica che avrebbe mantenuto sino al 1956 e l'anno seguente divenne segretario della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, l'associazione internazionale dei giovani comunisti. Nel 1968 venne eletto per la prima volta deputato. Durante la segreteria di Luigi Longo, nel corso del XII congresso, venne nominato vice-segretario nazionale e guidò nel 1969 una delegazione del partito ai lavori della conferenza internazionale dei partiti comunisti che si tenne a Mosca; fu un evento memorabile in quanto, trovandosi in disaccordo con la linea sovietica, rifiutò di sottoscrivere la relazione finale. Il discorso tenuto fu forse il più critico in assoluto fra tutti quelli che i leader comunisti avevano in precedenza tenuto a Mosca.
Berlinguer rinfacciò a Leonid Brežnev che, quella che lui definì la "tragedia di Praga", ovvero l'invasione sovietica della Cecoslovacchia, aveva marcato le radicali divergenze affioranti nel movimento comunista su temi fondamentali come la sovranità nazionale, la democrazia socialista e la libertà di cultura. Nel 1972, a causa della malattia di Longo venne eletto segretario nazionale del PCI.
Un anno dopo sfiorò la morte in Bulgaria, la limousine sulla quale viaggiava venne investita da un camion militare. Si salvò miracolosamente mentre l'interprete che lo accompagnava morì sul colpo e due dirigenti del Partito comunista bulgaro riportarono gravi ferite. L'attentato venne sospettato da lui stesso di matrice sovietica, della polizia segreta, il Kgb, e dei suoi numerosi complici nei regimi dell'Europa dell'Est.
Negli anni in cui Berlinguer fu segretario, il PCI raggiunse il suo massimo storico, il 34,4% del 1976, furono anni di particolare e diffuso apprezzamento per il carisma "mite" e la capacità di ispirare fiducia di Berlinguer. Dal gennaio del 1977, Berlinguer lanciò una campagna moralizzatrice, che, con una certa strumentalità, puntava il dito contro il cattivo uso della cosa pubblica. E' questo il momento in cui la questione morale diventa centrale nella propaganda del PCI. Nell'ottobre 1977, quando erano centrali le manovre per raggiungere il compromesso storico, avendo l'obiettivo di dissipare le paure dei cattolici italiani, Berlinguer pubblica sulla rivista "Rinascita" delle lettere scambiate con l'allora vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi, in cui afferma di voler "realizzare una società che, senza essere cristiana, cioè legata integralisticamente a un dato ideologico, si organizzi in maniera tale da essere sempre più aperta e accogliente verso i valori cristiani"; è sufficiente guardare al titolo sotto il quale le lettere sono pubblicate per capire l'importanza del gesto del segretario del PCI :  "Comunisti e cattolici: chiarezza di principi e base di un'intesa".
Nel 1978,  Berlinguer individuò in Aldo Moro l'interlocutore più adatto alla costruzione di un progetto concreto. La mattina del 16 marzo, giorno della presentazione parlamentare del governo, accadde il drammatico e tristemente noto agguato di via Fani nel quale Moro fu rapito dalle Brigate Rosse. Berlinguer ritenne subito che si trattasse di un attacco calcolato premeditatamente per mandare in crisi tutto il lavoro occorso per raggiungere un accordo governativo.  Il segretario del PCI rimase famoso per la sua forte presa di posizione che si concretizzò nel  cosiddetto "fronte della fermezza", contrario a qualsiasi tipo di trattativa con i terroristi, i quali miravano alla liberazione di alcuni detenuti in cambio di quella del segretario della DC.
Seguì una legislatura da parlamentare europeo, al termine della quale, in vista delle successive elezioni del 1984, Berlinguer si impegnò nella campagna elettorale. A Padova il 7 giugno, sul palco di Piazza della Frutta, mentre teneva un comizio, venne colpito da un ictus. Si accasciò in diretta televisiva, ma, nonostante fosse palesemente provato dal malore, continuò il discorso fino alla fine, sebbene la folla, urlasse di smettere. Alla fine del comizio entrò in coma appena rientrato in albergo. Venne ricoverato in condizioni drammatiche. Morì quattro giorni dopo, l'11 giugno, a causa di un'emorragia cerebrale. Il 17 giugno 1984, Il giorno delle elezioni europee, il PCI, nonostante la sua scomparsa, decise di lasciare il suo segretario come capolista e chiese di votarlo in modo plebiscitario. Le elezioni sancirono la vittoria del PCI che, per la prima e unica volta, sorpassò la DC, (33,3% contro il 33,0%), conseguenza diretta di quello che è stato chiamato "effetto Berlinguer".
Grazie ad una preziosissima galleria fotografica visibile cliccando il link che segue, si possono ripercorrere alcuni momenti della vita del leader comunista.

  • Enrico Berlinguer - 1974 - a Roma con Luigi Petroselli - 044
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  • Enrico Berlinguer - 1962 - X congresso PCI con Amendola - 009
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  • Enrico Berlinguer - 066
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  • Enrico Berlinguer - 1961 - con Palmiro Togliatti - 005
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  • Enrico Berlinguer - 1961 - con Palmiro Togliatti - 006
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  • Enrico Berlinguer - 1971 - manifestazione a Roma - 037
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