Anna Magnani

romaAntidiva per eccellenza, Anna Magnani è stata una figura chiave del neorealismo italiano, interpretando con stile inimitabile il personaggio della popolana focosa e sboccata, ma allo stesso tempo sensibile e generosa, incarnazione dei valori genuini di un'Italia minore.

 I personaggi caratterizzati dal suo temperamento focoso e passionale, ma capaci anche di toccanti e imprevedibili dolcezze, le si addicevano in modo perfetto. Anna Magnani è ricordata per quella sua inarrivabile e passionale carica umana, che talvolta sfociava in sanguigne manifestazioni di rabbia o di affetto, e che la distinguevano, oltre come inarrivabile interprete, come donna forte e sensibile, anche se profondamente tormentata.

Diviene ben presto uno dei nomi più richiesti del teatro leggero italiano. Lavora con Vittorio De Sica e con Totò, con il quale recita in numerose riviste, come "Quando meno te l'aspetti" (1940) e "Volumineide" (1942), entrambi di Michele Galdieri. In cinema si rivela nel film "Teresa Venerdì" (1941), di Vittorio De Sica, dove interpreta una bizzarra canzonettista. In seguito interpreterà alcune commedie leggere ("Campo de' Fiori", 1943; "L'ultima carrozzella", 1944; "Quartetto pazzo", 1945), fino a quando arriva la sua completa rivelazione nel film neorealista "Roma città aperta" (1945) di Roberto Rossellini, con il quale avrà una burrascosa ma intensa relazione amorosa.

Il 1955 è l'anno in cui Anna Magnani vince addirittura il premio Oscar per la sua interpretazione nel film di Daniel Mann, "La rosa tatuata" (The Rose Tatoo, 1955), con Burt Lancaster, tratto dal romanzo di Tennessee Williams. In seguito sarà interprete di pellicole di media-alta qualità, come "Suor Letizia" (1956), "Nella città dell'inferno" (1958) e "Risate di gioia" (1960), il primo e unico film che la vede accanto al suo vecchio compagno di palcoscenico Totò.

Nel 1962 la Magnani prende parte al film "Mamma Roma" di Pier Paolo Pasolini, un film poco riuscito, che la costringe entro i termini di una trasognata e brechtiana rappresentazione da guitto esasperato. Gli anni '60 non le offrono quindi molto a livello cinematografico, così Anna Magnani si rituffa nel teatro, interpretando "La lupa" di Verga, diretta da Franco Zeffirelli, e "Medea" di Anhouil, diretta da Giancarlo Menotti, che la vedono trionfare su tutti i più grandi palcoscenici d'Europa.

L'attrice romana aveva avuto un figlio dall'attore Massimo Serato. Il ragazzo era stato colpito dalla poliomielite, e la madre aveva dedicato il resto della sua vita ad occuparsi di lui. La grande Anna Magnani muore di cancro a Roma il 26 settembre 1973, all'età di sessantacinque anni, assistita fino all'ultimo dall'adorato figlio Luca.

 
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